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Twist d'Aula

pittarello aula twist 15 aprile 2016

di Massimo Pittarello

ROMA (Public Policy) - La fortuna aiuta gli audaci, dicono. E certo non manca la spavalderia a Matteo Renzi. E, a quanto pare, nemmeno la sorte favorevole tristemente “funerea” rappresentata stavolta dalla scomparsa di Gianroberto Casaleggio.

Pur di seppellire mediaticamente il tema del referendum di domenica sulle trivelle, il premier aveva calendarizzato l’ultimo passaggio della riforma costituzionale nella settimana esattamente precedente al voto. E non ha aspettato un secondo per viaggiare fino in Iran, di nuovo libero delle sanzioni.

Il governo ha anche approvato il Def, Poletti ha lanciato l’ipotesi di un part-time prepensionistico, dai giornali è (ri) trapelata l’ipotesi di un taglio prossimo venturo di Ires e Irpef. Insomma, tutti temi di dibattito in grado di offuscare la campagna elettorale dei referendari.

Certo, le opposizioni hanno abbandonato l’aula della Camera durante il voto sul ddl Boschi, preferendo l’opposizione in piazza all’ostruzionismo parlamentare, evitando così il divampare della polemica sulla “Costituzione stuprata”. E l’inchiesta della Procura di Potenza ha “incidentalmente” (?) alimentato il fuoco grillino sul “governo amico dei petrolieri”.

Sembrava che per il tema referendario si potesse aprire qualche spazio. Ma poi è scomparso Casaleggio. La maggiore e più rumorosa forza di opposizione ha dovuto riservare ogni attenzione sulla triste dipartita del leader. E per quanto, da Toti a Zaia, da CasaPound a Meloni, da Ala a Forza Italia, da Fassina a Speranza e Verdini e Vendola, il fronte dei #notriv sia ampio, eterogeneo e trasversale, l’unica forza mediatica in grado di contrastare ha avuto – purtroppo – altro da fare.

Difficile dire quali saranno gli sviluppi futuri nella vita del Movimento 5 stelle. Difficile dire se ora il direttorio – e in particolare Luigi Di Maio, incoronato leader anche dal più movimentista Di Battista – saprà continuare la battaglia con altrettanta energia e successo.

Bisognerà aspettare gli appuntamenti delle amministrative e del referendum di ottobre. Per capire quanto è fortunato Renzi, se mai ce ne fosse ancora bisogno, sarà invece sufficiente contare il (non) voto al referendum.

E se domenica il meteo inviterà verso la scampagnata invece che alle urne (Matteo ha anche ripescato l’hashtag #staisereno), vorrà dire che il sole non bacia solo i belli e gli audaci, ma anche i fortunati, come Renzi.

@GingerRosh

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