Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Twist d'Aula
di Massimo Pittarello

pittarello aula twist 09 ottobre 2015

ROMA (Public Policy) - Verdini non si senta solo. In caso di bisogno, infatti, dietro la prima linea degli incursori di Ala c’è gran parte di Forza Italia disposta a scendere in campo a sostegno della maggioranza pur di evitare la caduta del governo e la fine della legislatura.

L’emendamento Dirindin all’articolo 17 del ddl di riforma costituzionale (chiedeva che le entrate in guerra venissero deliberate a maggioranza assoluta “dei componenti”) chiama a raccolta buona parte dei dissidenti Pd, che si uniscono e si contano.

Sono almeno 15, ma potrebbero diventare anche di più. E non è da sottovalutare la minacciosa presenza di “compagno” Sposetti, ex storico tesoriere della “ditta”, primo e unico reo confesso dei “101”. La maggioranza al Senato comincia a ballare, ma niente paura: c’è la cavalleria di Forza Italia, con 30 senatori che subito si uniscono al fronte renziano.

Ora, è vero che l’aiuto azzurro non era necessario e che, a conti fatti, la maggioranza non sarebbe andata comunque sotto. I 14 voti dissidenti sommati ai 15 che non hanno partecipato non avrebbero comunque ribaltato il risultato (la conta definitiva è di 165 contro 100, più 8 astenuti che a Palazzo Madama valgono come contrari), ma certo ci si sarebbe andati molto vicini.

Anzi, si sarebbe raggiunta quota 139 per il governo, quando la maggioranza assoluta, quella che servirà nell’ultima lettura della riforma costituzionale, è di 161. 22 voti di differenza, tanti, a evidenziare quanto sia alto per Renzi il rischio di affidarsi alla sola “unità” del Pd, ad un solo “forno”. Ma per fortuna c’è la pattuglia, anzi, il battaglione di riserva dei berlusconiani.

Sarà perché i senatori vogliono maturare la pensione che arriva solo a fine legislatura, sarà perché Berlusconi vuole calmare l’acque dopo il complesso acquisto di Rcs da parte di Mondadori, sarà perché Palazzo Madama è pieno di statisti (ma non ce ne eravamo accorti), ma in ogni caso la maggioranza ha un’arma in più, potente, per niente nascosta.

Una Forza Italia di riserva, insomma. Uno dei senatori, sottovoce, confida: “Non è mica risorto, il Nazareno non è mai morto”. (Public Policy)

@GingerRosh

© Riproduzione riservata