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Twist d'Aula

pittarello aula twist 23 ottobre 2015

ROMA (Public Policy) - di Massimo Pittarello - Esistono due leggi di Stabilità. Una che entra in Parlamento (forse… visto che l’arrivo era previsto il 15 e stiamo ancora aspettando), un’altra che ne esce, dopo settimane di assalto alla diligenza.

Per esempio, ancor prima dell’estenuante tour parlamentare è già arrivato il dietrofront del governo sia sui giochi  (riduzione da 22 mila a 15 mila dei punti giochi) che sulla Tasi per ville e castelli (do you remember la riforma del catasto lasciata cadere dal governo per non perdere consenso?).

Al Senato, dove la maggioranza in aula è in bilico e in alcune commissioni proprio non c’è, per premunirsi dagli sgambetti di opposizioni e minoranza, Giorgio Tonini (“il miglior parlamentare Pd”, copyright Antonio Polito) viene nominato alla presidenza della Bilancio solo poche ora prima dell’arrivo della Stabilità.

Lui, esperto di esteri, geopolitica, gran conoscitore dei segreti dell’aula, a fare da cane da guardia del governo su aliquote, coperture e percentuali. Strano, oltretutto, se il rinnovo di altre due commissioni presiedute da Forza Italia (Giustizia e Lavori Pubblici) è stato posticipato dopo l’approvazione della manovra.

Verdini e i suoi parlamentari, dopo la riforma costituzionale, potrebbero essere decisivi anche sulla Stabilità. Piuttosto che ipotizzare un ingresso al governo difficile da spiegare all’opinione pubblica, a loro viene ventilata l’ipotesi della presidenza di due commissioni a Palazzo Madama.

In ogni caso, vedremo cosa cambierà nei dettagli. Se è vero che sul limite di tremila euro al contante (articolo 46) Renzi ha già minacciato la fiducia, su molti altre misure ci sarà da ballare e sarebbe imprudente esprimere un giudizio ora. Però, si può giudicare l’approccio.

Sia la nomina di Tonini, sia i tweet di presentazione, mostrano un atteggiamento aggressivo, quasi da campagna elettorale, nei confronti del parlamento e dell’opinione pubblica. Alcuni titoli del testo sanno proprio di slogan elettorali: all’articolo 25, “dopo di noi”, come solo i grandi statisti…; all’articolo 19, “opzione donna” (ma non è un’offerta pubblicitaria).

Poi, all’articolo 23, il cavallo di battaglia di “lavoro, merito e Italia nel mondo”, mentre al titolo terzo ci sono le “misure per il disagio” (ma credo manchi una “g”). Definizioni che, oltre ad essere dei tweet veri e propri, sono il segno dei tempi che cambiano e della pressione che il governo è in grado di esercitare sul parlamento.

Vedremo quanto Camera e Senato riusciranno a modificare la legge di Stabilità.

Ma probabilmente non molto, e sicuramente non abbastanza da mettere in crisi la strategia di Palazzo Chigi. Soprattutto se, nelle more di “impotenza” parlamentare, Airaudo invita la maggioranza a “riparare ad un eccesso di propaganda, ad un tweet non riletto, a correggere quell’eiaculazione precoce che fa uscire la legge di Stabilità? (reminder: Public Policy non arriva prima solo adesso, ma molto spesso).

Franceschini, invece, ha paura che “tra schizzi di sangue, clima orgiastico ed eiaculazioni precoci si perda di vista ciò di cui stiamo discutendo”. Esatto, qual è il tema? Il senso della manovra, i dettagli dei provvedimenti ancora solo abbozzati, o il fatto che questa sarà, in assoluto, la Stabilità in cui il Parlamento potrà influire meno rispetto a quanto deciso dal governo? (Public Policy)

@GingerRosh

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