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Twist d'Aula

padre-pio-05 05 febbraio 2016

ROMA (Public Policy) - di Massimo Pittarello - Non è il Family Day, è Padre Pio. Per le strade di Roma migliaia di persone, tra malori, proteste e traffico bloccato, hanno aspettato ore pur di sbirciare per un istante il corpo del santo pugliese. Eccola, la folla che dovrebbe far paura a chi sostiene la legge sulle Unioni Civili. Certo, in Parlamento continua la bagarre. Nonostante gli incarichi di governo ricevuti con il rimpasto, i centristi paventano l’uscita dalla maggioranza se dovesse passare la stepchild adoption, quella che, grazie “all’utero in locazione” (cit. senatore Bruno Mancuso), sarebbe per Lorenzin “ultraprostituzione”, e però a tariffe troppo alte in tempi di crisi.

Anche tra i dem si respira aria infernale. Alcuni cattolici, tra cui le senatrici Fattorini e De Giorgi, hanno tolto il saluto a Cirinnà, che ormai sarà diventata impermeabile. La mediazione che ha cercato Tonini, poi, non è andata in porto e i numeri sono decisamente in bilico. Il confessore di Luigi Di Maio, don Peppino Gambardella, lo sconsiglia ad andare avanti. E certo, i 5 Stelle, in uno qualsiasi dei voti segreti, potrebbero far mancare il loro appoggio al ddl, pur di fare uno sgambetto a Renzi, lasciando pensare che la trappola venga invece dall’interno della maggioranza. Ma siamo nel campo delle provocazioni. Anche perché, per lo stesso ragionamento, molti tra i cattolici che non hanno alcuna certezza di essere ricandidati, potrebbero invece tradire fede e Vaticano, votando a favore della stepchild adoption pur di far proseguire la legislatura.

A sinistra per il Quirinale, con Verdini per le riforme costituzionali, con Alfano per Palazzo Chigi, con Forza Italia per la Consulta, con i 5 Stelle per le Unioni Civili. In fondo, per Renzi le maggioranze variabili non sono mai state un problema. Anzi, sono sempre state un’occasione colta in pieno. Il problema, per lui che non è passato dalle urne, sono i sondaggi. I 500 euro ai diciottenni, gli 80 euro, il taglio delle tasse sulla casa e molte altre misure economiche dimostrano quanto Lui tenga alla piazza e al consenso. E a leggere i sondaggi, la maggioranza degli italiani è favorevole alle unioni civili, ma solo 1 su 4 alle adozioni.

Ora, nella “sepciad associaciò” (copyright Scilipoti) non c’è “l’ideologia omosessualista” (neologismi del #disagiosenato che nemmeno il grande Gadda), né libertà di adozione in assoluto, ma adozione del figlio del partner per coppie con almeno 3 anni di convivenza (o matrimonio), proprio nell’interesse del bambino. Insomma, il tentativo di non dividere una famiglia già esistente nella realtà che viene riconosciuto in 28 altri Paesi. Di questi, 21 non richiedono nessun legame biologico con nessuno dei partner, mentre altri 7 – come sarebbe per l’Italia – chiedono un vincolo con almeno uno dei due. Ma non sono i tecnicismi a mettere in pericolo le unioni civili, ma la grande folla dei fedeli, nelle piazze e nelle processioni. Per adesso la segreteria Pd mantiene il punto fermo. Però Alfano ha già annunciato referendum e il pericolo che, dall’adorazione del corpo del santo, la fede muti in un più venale segno sulla scheda elettorale a favore di tradizionalismi cattolici, è alto. Renzi, da boy scout cattolico, è un lupetto che fiuta i pericoli e starà contando quante divisioni armate ha il Papa. (Public Policy)

@GingerRosh

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