Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Twist d'Aula

pittarello aula twist 22 aprile 2016

di Massimo Pittarello

ROMA (Public Policy) - In qualche giorno lo strano asse Forza Italia-Sinistra Italiana-Lega-Movimento 5 Stelle ha raccolto e depositato 166 firme di deputati per chiedere il referendum costituzionale, nonostante ci fosse tempo fino al 15 luglio. Così passati i referendari no-triv, arrivano di gran carriera i no-riforma. Intanto, dopo il fallimento nell’organizzazione di consultazioni no-euro, no-austerity e no-Fornero, covano nella penombra anche i “nuovi” referendum no-JobsAct, no-voucher e, forse, ancora no-triv.

Tra i tanti “no”, ricordiamo i movimentisti no-Tav, no-Ponte, no-Vat, no-debito e no-tasse, ma ognuno con la sua solida sponda nella politica parlamentare. Di stile tutto ambientalista, molto diffusi i no-nucleare, no-discarica e no-inceneritore, con battaglie campali nella memoria e qualche medaglia appuntata sul petto, a partire dal referendum del 2011. Anche se, complice qualche anno di crisi, il seguito elettorale sembra essersi affievolito in questi anni, come ha dimostrato l’appuntamento del 17 aprile .

Meno noti ma non meno forti, soprattutto grazie al coinvolgimento della politica locale, sono i no-Muos siciliani, i no-Tap pugliesi, i no-Radar, no-Pisq e no-Galsi sardi, i no-Gronda liguri, i no-F35 piemontesi, i no-Expo meneghini, i no-Coke (contro il carbone, non la Coca Cola) viterbesi e brindisini, no-Inc napoletani… Come dimenticare poi i no-gender, illegittimi figli trasversali dei no-global e, forse, dei no-logo, che abbiamo imparato a conoscere durante la discussione in aula sulle unioni civili. Ecco, per completare il quadro forse, manca all’appello solo una presenza importante: il movimento che dice no ai no.(Public Policy)

@gingerrosh

© Riproduzione riservata