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UE, C'È L'ACCORDO SU BILANCIO E LAVORO. CAMERON SI IMPUNTA SUL REBATE /FOCUS

ELEZIONI EUROPEE 2014, AL VIA LA CAMPAGNA PER CONVINCERE I CITTADINI A VOTARE 28 giugno 2013

UE, C'É L'ACCORDO SU BILANCIO E LAVORO. CAMERON SI IMPUNTA SUL REBATE

foto La Presse

- Cosa ha detto Enrico Letta

- Le parole di Herman Van Rompuy

- Cosa ne pensano i capigruppo al Parlamento europeo

(Public Policy) - Bruxelles, 28 giu - (di Daniela Sala)
Accordo chiuso sul bilancio Ue 2014-2020 e sul pacchetto di
misure per l'occupazione giovanile fortemente voluto dal
premier italiano Enrico Letta. Per sostenere il lavoro dei
giovani europei saranno disponibili 8 miliardi nei prossimi
sette anni, di cui 6 già nel biennio 2014-15. Il bilancio
dovrà comunque essere votato dal Parlamento europeo, forse
già durante l'assemblea plenaria la prossima settimana.

La trattativa tra i leader europei ieri è continuata fino a
tarda notte con il premier inglese David Cameron che
minacciava di far saltare l'accordo sul budget, determinato
a non darla vinta ai colleghi continentali sulla revisione
del 'rebate'. Se si sia trattato di una vittoria per Cameron
non è chiaro: Angela Merkel a conclusione dell'incontro ha
commentato laconicamente che "a febbraio avevamo raggiunto
l'accordo che non sarebbero state toccate le basi di
calcolo".

Quello che pare certo è che la questione è superata e
l'accordo sul budget raggiunto informalmente ieri mattina
dal presidente della Commissione europea Josè Manuel
Barroso, il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz
e la presidenza irlandese del Consiglio dell'Unione europea
non sarà ulteriormente messo in discussione dai leader dei
27.

Ma che cos'è il 'rebate', il punto che ha rischiato di far
fallire i negoziati? Si tratta, in pratica, di un rimborso
che la Gran Bretagna riceve annualmente dall'Unione europea,
un rimborso negoziato e ottenuto da Margaret Thatcher nel
1984 in forza del fatto che all'epoca quasi l'80% del budget
europeo (oggi è il 41%) era impiegato per la Politica
agricola comune (Pac), un investimento di cui il Regno
Unito, al confronto con gli altri Stati membri, beneficiava
poco.

Il metodo con cui si calcola il rimborso (che ammonta a 3,5
miliardi di euro) è piuttosto complesso, ma in linea di
massima a contribuire sono principalmente Francia (per il
31%), Italia (24%) e Spagna (14%). Mercoledì, alla vigilia
del summit, la Commissione europea, il Consiglio e il
Parlamento europeo avevano raggiunto un accordo sulla
riforma della Politica agricola comune, una riforma comunque
soggetta all'approvazione formale da parte del Consiglio e
del Parlamento.

Alcune questioni nell'ambito di questo accordo devono
comunque essere concordate nell'ambito del quadro di
finanziamento pluriennale 2014-2020, in discussione appunto
al summit. Una delle questioni sul tavolo è la revisione del
pagamento dei fondi per lo sviluppo rurale agli Stati membri
che si sono uniti all'Ue dopo il 2004 (tra cui Polonia,
Romania e Bulgaria), revisione che potrebbe appunto ridurre
l'ammontare del rimborso alla Gran Bretagna.

Il taglio del rebate è una questione particolarmente
sensibile per la politica interna inglese e giocherebbe a
favore degli euroscettici sia dei partiti avversari (ad
esempio lo Ukip di Nigel Farage) che all'interno dello
stesso Partito conservatore del premier inglese. È quindi
comprensibile perché al summit Cameron abbia esordito
dicendo che sul rimborso "bisogna mantenere gli accordi
presi a febbraio. E mi assicurerò che questo accada".

Nell'accordo sul budget raggiunto a febbraio si legge che
"l'attuale meccanismo di correzione per il Regno Unito
continuerà ad essere applicato"; non è quindi detto (questa
almeno è l'interpretazione della Francia) che il Regno Unito
continui a percepire la stessa somma (ovvero 3,5 miliardi
euro annui) ma solo che il meccanismo di calcolo del
rimborso rimarrà invariato.

Con un generale taglio delle spese e un aumento degli
investimenti per le politiche agricole nei nuovi Stati
membri è quindi prevedibile che la somma dovuta alla Gran
Bretagna si riduca dell'11%. In ogni caso, se Cameron la
spuntasse, la Francia si ritroverebbe a contribuire con 50
milioni di euro in più all'anno per coprire il buco nel
bilancio. E non solo: anche l'Italia dovrebbe sborsare
diversi milioni.(Public Policy)

DSA

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