Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Ue, Domenici: dopo la crisi, Europa è stata intergovernativa e non comunitaria

Iva, le proposte dell'Europa: dagli e-book al regime di Start-up 07 gennaio 2014

ROMA (Public Policy) - Roma, 7 gen - "Noi risentiamo di un andamento dell'attività che è in decrescendo perchè si avvicina la data delle elezioni europee. Tuttavia la commissione Affari economici e monetari, di cui faccio parte, ha ancora davanti a sè un lavoro importante da svolgere, che si proietta nella prossima legislatura, che coinciderà con il semestre di presidenza italiano". Lo dice l'europarlamentare Pd Leonardo Domenici, ex sindaco di Firenze, durante un'audizione in commissione Finanze alla Camera in merito alla legge di delegazione europea 2013.

"La maggiore novità, per quanto riguarda il tentativo di dare una risposta alla crisi, intervenendo sugli effetti di contagio, è stata quest'anno la creazione di un Comitato sul rischio sistemico, presieduto da Mario Draghi, presidente Bce", aggiunge Domenici. "I provvedimenti da noi discussi e approvati, i più rilevanti, sono stati - da inizio legislatura - almeno una trentina. Non credo - precisa l'europarlamentare - che possiamo rimettere in discussione il fatto che ci troviamo di fronte alla necessità di introdurre nuove forme di regolamentazione". "Le istituzioni europee, soprattutto dopo la crisi del 2008, hanno visto aumentare il peso decisionale del Consiglio, dandoci le caratteristiche e il profilo di un'Europa, più che comunitaria, intergovernativa", dice ancora Domenici.

Per quanto riguarda il futuro prossimo, ricorda l'ex sindaco di Firenze, "dovranno essere fatte delle scelte che ripropongano strumenti come quelli della Bce per il rifinanziamento a lungo termine", senza dimenticare "il sostegno alle Pmi". Rispetto all'ultimo provvedimento approvato in commissione, il Single resolution mechanism (Srm), Domenici ricorda come "la richiesta che noi italiani abbiamo avanzato è stata quella di tenere conto della situazione di alcuni Paesi come il nostro, dove il credito cooperativo ha una sua particolarità che va tenuta in conto". Sulla revisione della regolamentazione bancaria, l'europarlamentare dice: "Sono state introdotte una serie di norme che hanno un peso molto rilevante, anche dal punto di vista dell'opinione pubblica"; mentre sull'unione bancaria, "c'è stato un accordo il 12 dicembre scorso che ha introdotto alcuni provvedimenti sulla base del principio che gli interventi nei confronti delle banche non devono avvenire a spese del contribuente ma attraverso una gerarchia precisa, partendo da creditori e azionisti". (Public Policy)

GAV

© Riproduzione riservata