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Ue, ecco cosa ci sarà sul tavolo del prossimo Ecofin

ue 02 maggio 2014

ROMA (Public Policy) - Raggiungere un accordo politico sulla direttiva 'Parent-Subsidiary' per combattere l'evasione fiscale, indicare lo stato di avanzamento dei lavori sulla tassa sulle transazioni finanziarie e adottare alcune conclusioni in tema di squilibrio macroeconomico in base alle analisi svolte dalla Commissione europea.

Sono questi i principali temi sul tavolo del prossimo Consiglio dei ministri dell'economia e delle finanze (Ecofin) che si svolgerà a Bruxelles martedì prossimo (6 maggio).

INTERVENIRE SULLA DIRETTIVA PARENT-SUBSIDIARY La Commissione ha proposto alcuni emendamenti alla direttiva in modo da evitare che alcune imprese utilizzino "scappatoie" normative per "sfuggire alla tassazione". Come si legge in una nota dell'esecutivo europeo la direttiva "può continuare ad assicurare una parità di condizioni per le imprese nel mercato unico, senza aprire opportunità di pianificazione fiscale aggressiva".

TASSA SULLE TRANSAZIONI FINANZIARIE L'attuale presidenza greca del Consiglio presenterà poi lo stato di avanzamento dei lavori sulla tassa sulle transazioni finanziarie comune. Undici Stati membri, lo scorso febbraio, hanno deciso di procedere con la tassa sulle transazioni finanziarie attraverso una cooperazione rafforzata. Secondo la Commissione la tassa persegue tre obiettivi, cioè "rafforzare il mercato unico, garantire che il settore finanziario contribuisca equamente alle entrate pubbliche e orientare verso l'economia reale".

PROCEDURA DI SQUILIBRIO MACROECONOMICO Il Consiglio dovrebbe adottare, infine, alcune conclusioni sulla procedura di squilibrio macroeconomico in base alle conclusioni emerse da analisi approfondite della Commissione effettuate in 17 Stati membri. Come si evince dalla comunicazione "la Commissione ha rilevato squilibri in 14 Stati membri (Belgio, Bulgaria, Croazia, Germania, Irlanda, Italia, Slovenia, Spagna, Francia, Ungheria, Paesi Bassi, Finlandia, Svezia e Regno Unito), mentre squilibri non sono stati identificati in tre Stati membri (Danimarca, Lussemburgo e Malta).

Dei Paesi con squilibri - continua la Commissione - in tre casi questi sono eccessivi (Croazia, Italia e Slovenia)". La Commissione "continuerà con il monitoraggio specifico sull'attuazione delle politiche per i Paesi con squilibri eccessivi e per i paesi dell'area dell'euro per i quali gli squilibri richiedono 'un'azione politica decisiva'". (Public Policy)

IAC

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