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UE, LE CRITICHE DEGLI EURODEPUTATI AL DISCORSO DI BARROSO /FOCUS

ue 11 settembre 2013

UE, LE CRITICHE DEGLI EURODEPUTATI AL DISCORSO DI BARROSO /FOCUS

Per approfondire:

- IL DISCORSO DI BARROSO E LA SUA REPLICA AGLI EURODEPUTATI

(Public Policy) - Strasburgo, 11 sett - "Ha descritto un
bicchiere mezzo pieno come se fosse pieno: si è parlato di
cifre, ma io voglio parlare di persone, non di numeri.
Perché i cittadini non hanno fiducia nell'Europa? Questa è
la domanda da porsi". Hannes Swoboda, presidente del gruppo
dell'Alleanza progressista di socialisti e democratici
all'Europarlamento è critico nei confronti del discorso
sullo Stato dell'Unione tenuto questa mattina dal presidente
della Commissione europea Josè Manuel Barroso.

Secondo Swoboda a differenza dell'ottimismo espresso da
Barroso rimane ancora molto da fare per correggere le
politiche della Commissione: "L'austerità - ha continuato -
continua ad aumentare il divario tra ricchi e poveri. In
alcuni Paesi si adottano leggi liberticide. Chiedo alla
Commissione una politica più forte a favore della coesione e
della solidarietà e una difesa più convinta dello stato di
diritto".

E conclude: "Ha parlato dei problemi sociali, ma perché ci
vogliono tempi così lunghi per le decisioni? Ha paura dei
governi? C'era una accordo sul Mff (il piano finanziario
pluriennale 2014-2020; Ndr) per anticipare i fondi per
contrastare la disoccupazione giovanile, ma il Consiglio ha
preso le forbici e ha iniziato a tagliare. Idem sul Ftt (la
tassa sulle transazioni finanziarie; Ndr): ci aspettiamo che
le promesse del Consiglio ai cittadini siano rispettate".

Più favorevole invece la reazione di Joseph Daul,
presidente del gruppo del Partito popolare europeo che
rivolgendosi a Barroso ha detto: "Lei ha operato per misure
concrete, ma non ci devono essere due pesi e due misure per
gli Stati membri: bisogna restaurare le finanze pubbliche
perché il pareggio di bilancio non è un fine di per sé e non
bisogna dimenticare che l'economia non è una scienza esatta
e nessuna politica è di per sé efficace".

"Abbiamo pensato - precisa Daul - ai servizi ma abbiamo
dimenticato il settore manifatturiero. La crisi europea non
ha colpito solo gli istituti finanziari
ma intaccato la fiducia
dei cittadini europei: per questo il tema delle prossime elezioni
sarà qual è l'Europa che vogliamo".

"Dobbiamo essere più realistici", ha esordito Guy
Verhofstadt
, presidente del gruppo dell'Alleanza dei
democratici e dei liberali per l'Europa.

"Servono urgentemente strumenti di governance finanziaria comuni
- ha continuato - Dobbiamo accordarci al più presto per
un'approvazione rapida della proposta di Barnier (Michel,
commissario europeo per il mercato interno e i servizi; Ndr)
e iniziare i negoziati con il Consiglio al più presto. La
nostra seconda proposta riguarda una rapida approvazione del
pacchetto sull'agenda digitale: tutti diciamo di essere
d'accordo ma perdiamo i mesi a definire il mandato sulla
questione. Stessa posizione sul Mff: non ci sarà un accordo
con il Parlamento se il primo segnale che dà la Commissione
è che non mantiene le promesse per il bilancio 2014".

Rebecca Harms, co-presidente del gruppo Verde/Alleanza
libera europea sulla Siria aggiunge: "Sono sollevata che la
diplomazia voglia intervenire". E conclude, rivolgendosi a
Barroso: "Può ancora riguadagnare fiducia ma con una
politica diversa". Martin Callanan, presidente del gruppo
dei Conservatori e riformisti europei, interviene invece
sull'euroscetticiscmo: "I veri anti-europei - ha detto -
sono quelli che credono di dover continuare nella direzione
attuale. Noi invece vogliamo un nuovo orientamento per
l'Unione".

Critico infine l'intervento di Takis Hadjigeorgiou (Sinistra
unitaria europea/Sinistra verde nordica): "Lei, presidente Barroso,
vive in un'Unione europea diversa da quella in cui vivo io.
A 100 metri dal Parlamento di Strasburgo o dalla Commissione a
Bruxelles ci sono senza tetto e persone che chiedono
l'elemosina, nel mio paese (Cipro; Ndr) dove le decisioni
sono prese dalla troika la situazione è critica". E conclude
sulla Siria: "Siamo contrari a qualunque intervento esterno:
ci basti come monito quanto accaduto in Iraq". (Public
Policy)

DSA

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