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UE, MOAVERO: CONTIAMO DI RIDURRE INFRAZIONI ITALIA DA 104 A 20

ue 10 luglio 2013

UE, MOAVERO: CONTIAMO DI RIDURRE INFRAZIONI ITALIA DA 104 A 20

RECORD DELL'ITALIA PER RITARDO UTILIZZO FONDI E INFRAZIONI

(Public Policy) - Roma, 10 lug - Il numero delle infrazioni
italiane in Europa è "104" ma "contiamo di ridurle a una
ventina se il Parlamento" darà il via libera "entro la pausa
estiva alla legge europea 2013 e alla legge di delegazione
europea".

Lo dice il ministro per gli Affari europei Enzo
Moavero Milanesi, in audizione nella commissione Politiche
dell'Unione europea della Camera, nell'ambito dell'esame del
programma di lavoro della Commissione europea per il 2013 e
relativi allegati del programma di diciotto mesi del
Consiglio dell'Unione europea.

L'Italia, dice Moavero, "ha il maggior numero di
infrazioni".

"Noi siamo anche il Paese - aggiunge Moavero - che ha
maggior ritardo nell'utilizzo, ad esempio, dei fondi
strutturali" europei. "Esiste un acronimo - osserva il
ministro - che è "Ral" sta per importi da liquidare, sono i
resti dei fondi inutilizzati che devono essere utilizzati e
rischiano di essere persi. Noi abbiamo il maggior numero di
questi fondi inutilizzati. Dobbiamo fare e fare di più"
tenendo sempre presente che "la qualità della spesa è
importante". Dobbiamo quindi, dice Moavero, "programmare
meglio e fare interagire bene lo Stato con enti locali".

"Occorre anche - sottolinea il ministro - una presa di
coscienza molto puntuale. Non vorrei pensassimo che il
problema" del non utilizzo dei fondi Ue "sia solo negli enti
pubblici: purtroppo il problema si situa anche nelle
strutture private. L'esempio lampante sono i fondi dedicati
allo sviluppo tecnologico: da anni navighiamo solo nel 6-7%
di fondi utilizzati. E stiamo parlando di aziende".

L'Italia ha "migliorato il saldo netto negativo che ha ormai
da diversi anni nei confronti dell'Unione europea".

"Il segnale politico di riduzione del bilancio Ue - dice
ancora Moavero - c'è ed è inutile negarlo. Ma nello stesso tempo
stiamo parlando di 73 miliardi di meno, quindi è relativo.
Quello che è importante è che il Parlamento europeo ha
deciso che ci sia nel 2016 una revisione del bilancio. Noi
non condividiamo il segnale di riduzione di bilancio ma ci
auguriamo che nel periodo 2014-2020 ci siano una ripresa e
una revisione del bilancio".

"Il motivo per cui eravamo contrari" alla riduzione del
bilancio europeo, specifica Moavero, "è perché riteniamo
che, quando dei Paesi sono uniti e si trovano di fronte a
una grave crisi, facciano bene a fare politiche di rigore
nazionali ma a livello 'federale' sarebbe opportuno
effettuare delle politiche anticicliche. Esattamente quello
che hanno fatto gli Stati Uniti. Naturalmente parliamo di
due realtà politiche molto differenti: stiamo comparando
l'1% di insieme lordo al 24,7% del bilancio federale degli
Usa comparato al loro Pil".

"Però si poteva pensare - incalza il ministro - di
raddoppiare il bilancio dell'Ue, ma non è una linea che ha
raccolto un sufficiente numero di sostegni in seno al
Consiglio europeo e al Parlamento Ue".

Ad ogni modo "il bilancio incrementa notevolmente i fondi
per le attività pro crescita come energia, trasporti,
telecomunicazioni, informatica. È un quadro di bilancio
nell'ambito del quale arrivano più fondi strutturali per
l'Italia. Migliorando la nostra situazione rispetto ai fondi
strutturali e il fondo rurale abbiamo migliorato il saldo
netto negativo che l'Italia ha ormai da diversi anni nei
confronti dell'Unione europea".

"Importanti - dice Moavero - sono le azioni sul sociale"
inserite nel bilancio Ue. "Dobbiamo affiancare alla
dimensione economico finanziaria - sostiene - anche la
dimensione sociale e del lavoro. È con grande soddisfazione
che salutiamo la decisione di dedicare il Consiglio europeo
di ottobre alla dimensione sociale".

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