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UE, MOAVERO: ITALIA PRONTA AL VETO SUL BILANCIO

ue 06 febbraio 2013

brussell

(Public Policy) -Roma 6 feb- Una 'partita aperta' ma
dall'esito incerto quella che si giocherà al Consiglio
europeo di domani per tentare di chiudere il bilancio
comunitario 2014-2020, da cui potrebbe uscire una "Europa che non decide".

E' lo scenario peggiore ipotizzato dal
ministro Enzo Moavero durante l'audizione di stamani a
commissioni riunite Affari esteri, Bilancio e Politiche
dell'Unione europea di Camera e Senato. Un negoziato
difficile in vista del quale - avverte l'esponente di
governo - l'Italia è pronta anche a "porre il veto",
rischiando l'isolamento, di fronte ad un bilancio
all'insegna del contenimento piuttosto che dell'espansione.

"Non accetteremo mai - ha spiegato Moavero- un peggioramento
del nostro saldo negativo". Proprio questa posizione di
forte criticità - emersa anche nella discussione
parlamentare di stamani - sarà la linea di indirizzo che
l'esecutivo trasmetterà alla due giorni di lavori, che si
aprono appunto domani a Bruxelles.

Insieme a Moavero -davanti alle commissioni riunite
malgrado le camere sciolte, e quindi senza mozione finale -
anche il ministro delle politiche agricole Mario Catania.

Entrambi parteciperanno al vertice europeo con il premier
Monti, che oggi è tornato così sull'argomento: "l 'Italia
sostiene che l'Ue non possa parlare di crescita come
politica economica europea e poi adottare un bilancio
settennale che e' nel segno della restrizione".
L'obiettivo- già manifestato dal Professore- è quello di
cercare un miglioramento "pro-crescita".

In audizione davanti alle
commissioni riunite, Moavero ha ricordato che l'Italia dal
2001 è contributore netto del bilancio Ue e che nel 2011 il
saldo netto negativo è stato pari a circa 6 miliardi, e che
per il 2014-2020 si prevede un saldo netto negativo di 4,1
miliardi l'anno. Per il ministro degli Affari europei
pertanto la riduzione del saldo netto negativo "resta per
l'Italia una condizione prioritaria". Del resto - ha
argomentato - la nostra prosperità purtroppo è scesa e
quindi dobbiamo versare meno".

L'Italia - hanno confermato Catania e Moavero in
Parlamento- chiederà anche la modifica del sistema di
correzione e di sconti di cui beneficiano altri Paesi,
contributori netti, come Gran Bretagna, Belgio e
Lussemburgo. Dal vertice europeo il governo italiano si
aspetta inoltre "un segnale chiaro" sulle risorse destinate
"alla crescita e alla promozione del lavoro".

Vero è che senza un accordo tra i 27 capi di Stato e di Governo - come
probabile - si entrerà inevitabilmente nel cosiddetto regime
di gestione provvisoria del bilancio. (Public Policy)

FEG

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