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Ue, Quadrio Curzio: Eurozona tra 2004 e 2013 cresciuta 1/3 rispetto Usa

usa 07 febbraio 2014

ROMA (Public Policy)- "L'Europa ha fatto passi avanti dopo la crisi pur in modo oscillatorio e non lineare. C'è stata la predominanza di uno Stato, la Germania, che ha voluto imporre troppo il suo punto di vista. Tra il 2004 e il 2013 la crescita totale Usa è stata del 18%, quella dell'Eurozona del 7%. L'Italia cresce poco ma pesa poco più del 17% sul Pil europeo. È colpa solo dell'Italia se l'Unione cresce a quasi un terzo degli Stati Uniti?". Lo dice Alberto Quadrio Curzio, presidente dell'Accademia nazionale dei Lincei, durante la conferenza tenuta oggi alla Camera intitolata 'L'ingresso dell'Italia nell'Euro: problemi e prospettive'. L'evento è organizzato dall'Accademia internazionale per lo sviluppo economico e sociale (Aises), in occasione della ricorrenza della firma del Trattato di Maastricht (7 febbraio 1992).

Secondo Alberto Quadrio Curzio "la Germania ha condizionato tutto il resto delle decisioni prese a livello europeo e bisognava usare più flessibilità fiscale in quei Paesi nei quali lo si poteva permettere". Gli eurobond, secondo Quadrio Curzio, "non sono mutualizzazione del debito" e in merito alle posizione del Parlamento europeo, della Commissione e della Germania "vi sono profonde differenze". Infine, sul finanziamento del quadro finanziario pluriennale 2014-2020, per la prima volta nella storia europea "ci sono meno risorse. Credo che l'Europa sia riuscita a controllare la crisi ma la crisi non è finita - conclude Quadrio Curzio - senza politiche espansive non si esce da questa situazione. Se non si trova il modo di rilanciare la crescita la crisi sarà ancora lenta e lunga. Bisognerebbe 'catturare' tutta una serie di risorse in giro per il mondo, come i fondi sovrani, che l'Europa non utilizza". (Public Policy)

IAC

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