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Unimpresa, altro che spending review: in 2015 spese +7%

spesa pubblica 17 agosto 2015

ROMA (Public Policy) - La spesa dello Stato nel primo semestre del 2015 è aumentata di quasi 18 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente con una crescita superiore al 7%. Lo riferisce una ricerca del centro studi di Unimpresa, Unione nazionale di imprese, basata su dati di Bankitalia. Rispetto al 2014, secondo lo studio, quest'anno dovrebbero uscire dalle casse pubbliche 3 miliardi in più al mese. Dunque, "nessun taglio tangibile al bilancio statale", commenta l'associazione, mettendo in dubbio gli effetti della spending review, che prevede tagli alle tasse (e dunque alle spese da queste coperte) per 45 miliardi di euro.

Tra gennaio e giugno di quest'anno, emerge ancora dall'analisi, i pagamenti dello Stato - vale a dire spese correnti e spese in conto capitale, voci in cui non sono incluse le uscite degli enti territoriali (comuni, province, regioni) né quelle per interessi sul servizio del debito - hanno toccato quota 258,4 miliardi di euro; nei primi 6 mesi del 2014 l'asticella si era fermata a 240,6 miliardi.

Di qui l'aumento di 17,8 miliardi (+7,42%). Nel dettaglio, le spese correnti sono passate da 219,1 miliardi a 239,2 miliardi in crescita di 20,1 miliardi; le uscite in conto capitale (cioè la spesa per investimenti, infrastrutture e grandi opere pubbliche) sono invece in calo da 21,5 miliardi 19,2 miliardi in diminuzione di 2,3 miliardi. Quanto al gettito, il bilancio statale ha registrato, nel 2015 (gennaio-giugno), entrate complessive per 207,9 miliardi; nel primo semestre del 2014 gli incassi di bilancio erano stati pari a 206,1 miliardi: l'incremento è dunque di 1,9 miliardi di euro (+0,94%). Le entrate tributarie sono lievemente calate da 188,1 miliardi a 187,1 miliardi in discesa di 1 miliardo mentre le "altre" entrate sono cresciute da 17,8 miliardi a 20,8 miliardi in crescita di 3 miliardi.(Public Policy) RED

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