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Unioni civili, l'Arcigay attacca: nessuna mediazione con chi vuole affossare il ddl

irlanda diritti gay 01 settembre 2015

ROMA (Public Policy) - "Ci sentiamo di rivolgere noi un appello ai senatori e alle senatrici che hanno veramente a cuore il riconoscimento dei diritti che da oggi riprenderanno a lavorare al ddl sulle unioni civili: non si costruiscano mediazioni con chi ha come obbiettivo, dichiarato o meno, il naufragio di questa legge. Sarebbe come scrivere una legge a tutela dei neonati a quattro mani con Erode: inconcepibile. E non c'è equilibrio o ingenuità che potrebbe mai giustificare questo assurdo mercato".

È quanto si legge in una nota di Arcigay in merito al ddl unioni civili che riprenderà l'esame in settimana.

"Chiediamo ai senatori e alle senatrici di migliorare il ddl Cirinnà, non solo di difenderlo. Perché, specie in tema di genitorialità, quel testo produce una diseguaglianza e la scarica direttamente sulle vite dei minori. E infine - continua la nota - perché ci ribelliamo all'idea che la piena uguaglianza sia una battaglia numericamente residuale nel nostro Parlamento. Renzi ieri in un'intervista diceva che sulle unioni civili ci sono i numeri per una forzatura. Sappiamo tutte e tutti che ci sono, lo sappiamo da mesi. Allora, se vuole essere pragmatico, la faccia".

Nel lungo comunicato che ripercorre le tappe del ddl, Arcigay ribadisce che "il matrimonio egualitario è a nostro avviso l'unico modo per garantire piena uguaglianza tra cittadini e cittadine omo e eterosessuali".

L'associazione sottolinea poi che la mediazione politica in corso potrebbe portare a "possibili derive, pericolosissime perché molto concrete, dal momento che proprio quelle derive aumenterebbero il consenso dell'aula e renderebbero quel testo votabile in tempi abbastanza rapidi". (Public Policy) FRA

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