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Unioni civili, viaggio del NY Times nell'eccezione italiana

irlanda diritti gay 26 gennaio 2016

ROMA (Public Policy) - di Gaetano Veninata - Sul ddl Unioni civili "uno scontro ideologico è pressoché inevitabile", nonostante esista sui diritti civili degli omosessuali "un grande divario tra l'Italia e il resto del mondo".

È quanto scrive il New York Times in un articolo, da Roma, scritto da Jim Yardley, dove si fa il punto sul provvedimento a firma Monica Cirinnà (Pd) che da giovedì sarà in aula al Senato.

LA STORIA DI ANDREA RUBERA
L'articolo del quotidiano liberal Usa parte dalla storia di Andrea Rubera, un italiano che sei anni fa ha sposato il suo compagno in Canada, diventando più tardi genitore di tre bambini piccoli.

Al ritorno in Italia, però, tutto è cambiato, sottolinea Yardley: "Rubera è diventato all'improvviso single, e il marito legalmente riconosciuto in Canada è diventato il suo compagno di stanza".

"Il viaggio di questa famiglia ha messo in luce il grande divario tra l'Italia e il resto del mondo occidentale in merito ai diritti civili per gli omosessuali", si legge sul Ny Times.

"Come il Canada, quasi tutti i Paesi occidentali hanno legalizzato il matrimonio omosessuale o una qualche forma di unione civile per gay e lesbiche. L'Italia è l'eccezione, in parte a causa dell'influenza persistente della Chiesa cattolica romana".

"Stiamo sognando di essere riconosciuti", anche in Italia, "per quello che siamo. Una famiglia", ha detto al quotidiano statunitense lo stesso Rubera.

"AN IDEOLOGICAL CLASH IS PROBABLY UNAVOIDABLE"
Yardley, che riporta le parole della stessa Cirinnà ("Siamo coscienti che non sarà un passaggio facile"), ricorda come - nonostante molti Comuni italiani abbiano una legislazione (simbolica) avanzata - "uno scontro ideologico sia pressoché inevitabile".

Dopo aver fatto il punto sui principali temi sul tappeto (su tutti: la stepchild adoption), il quotidiano Usa parla delle divisioni che attraversano, in merito alle unioni civili, la stessa Chiesa cattolica: "In passato, la Chiesa cattolica avrebbe probabilmente giocato un ruolo importante nel contrastare la legislazione (come è avvenuto in Francia, dove gruppi cattolici tentarono invano di impedire l'approvazione della legge sul matrimonio omosessuale, nel 2013)".

Ma Papa Francesco "ha scoraggiato" i vescovi dall'occuparsi troppo in profondità di temi che potrebbero portare alcuni fedeli ad allontanarsi dalla Chiesa.

Yardley quindi riporta le posizioni di Angelo Bagnasco (presidente della Conferenza episcopale, "che ha incoraggiato i cattolici ad andare al Famili Day") e Nunzio Galantino (segretario generale della stessa Cei, che ha usato "toni più cauti").

"THIS IS A MOMENT TO BREAK THE DAM"
"L'Italia - scrive ancora il giornalista del New York Times - è chiaramente sotto pressione. Nel luglio scorso, la Corte europea dei diritti dell'uomo ha rilevato come il fallimento nel riconoscimento delle unioni dello stesso sesso abbia rappresentato una violazione della Convenzione europea dei diritti dell'uomo".

La conclusione è affidata alle parole della senatrice Cirinnà: "Si tratta di estendere diritti civili che sono stati bloccati per troppo tempo. Questo è il momento di rompere la diga". (Public Policy)

@VillaTelesio

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