Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Università, cosa pensa il Miur di creative commons e dintorni

Creative Commons 22 febbraio 2016

ROMA (Public Policy) - "Nel corso del 2015 il Miur ha preselezionato alcuni progetti sperimentali che, in risposta a un apposito bando (che si concluderà entro l'estate prossima con la premiazione dei proponenti che avranno conseguito i migliori risultati), hanno previsto la messa a punto e il successivo sviluppo di Massive online open courses (MOOC), corsi online aperti ad un numero illimitato di studenti per i quali era condizione indispensabile, oltre all'accesso gratuito per garantire la fruizione massiva del corso, anche il rilascio di licenze creative commons sia da parte di soggetti privati sia da parte di soggetti pubblici e in particolare degli atenei".

Lo ha detto Gabriele Toccafondi, sottosegretario all'Istruzione, rispondendo in commissione Cultura alla Camera a un'interrogazione di Ivan Catalano (Misto) sullo sviluppo dell'utilizzo della licenza creative commons.

Gli atenei, ha aggiunto l'esponente del Miur, "nell'ambito della loro autonomia, in alcuni casi, stanno ancora valutando quali strategie adottare con riferimento a questa tipologia di offerta formativa e, in altri, hanno anche già elaborato insegnamenti da erogare con modalità telematica, in formato aperto, adottando piattaforme tecnologiche di proprietà degli Atenei stessi".

Il ministero, ha ricordato ancora Toccafondi, sta inoltre "ponendo in essere iniziative per accelerare l'attuazione dell'autoproduzione di libri digitali, come previsto dall'articolo 6 della legge n. 128 del 2013".

L'azione 23 del Piano nazionale scuola digitale, "concernente la promozione delle Risorse educative aperte (OER, Open educational resources) e la produzione di linee guida sull'autoproduzione dei contenuti didattici digitali, intende dare piena realizzazione" a quanto previsto dalla legge, "assicurando che le scuole abbiano criteri certi per quanto riguarda l'autoproduzione di contenuti didattici digitali".

In questo contesto, ha concluso Toccafondi, "sarà promosso l'utilizzo delle licenze creative commons, in modo da concedere a chi voglia fare uso del materiale didattico una serie di facoltà, tra cui la riproduzione e la redistribuzione del materiale stesso, nonché, in taluni casi, la possibilità di creare materiale derivato, nell'ottica del riuso, della diffusione, della produzione collaborativa di materiale didattico digitale". (Public Policy) GAV

© Riproduzione riservata