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Le armi e il controllo statale (la versione Magrassi)

difesa 18 gennaio 2016

ROMA (Public Policy) - La piena implementazione della recente normativa "sul cosiddetto 'Gov to Gov'" (in merito al supporto del direttore nazionale degli armamenti nei confronti dell'iniziativa industriale nazionale) "garantirà un'ulteriore spinta propulsiva all'azione dell'imprenditoria, lo sviluppo di una più ampia cooperazione internazionale militare e un controllo più attento da parte dello Stato sulle vendite e l'impiego di materiale militare da parte di Paesi acquirenti".

È quanto ha sottolineato, nel corso di un'audizione in IV commissione alla Camera, il generale Carlo Magrassi, segretario generale della Difesa e direttore nazionale degli armamenti.

IL COINVOLGIMENTO DEI GOVERNI
"Il coinvolgimento dei governi delle Nazioni ove le industrie hanno sede - secondo quanto si legge in documento depositato in commissione, di cui Public Policy ha preso visione - è sempre più richiesto dai vari Paesi compratori, in quanto la tendenza odierna è di acquisire non solo sistemi 'hardware', ma anche le necessarie capacità addestrative e formative per il personale che li dovrà impiegare e queste ultime possono essere rese disponibili, nelle modalità e qualità richieste, solo da parte delle Forze armate".

Il processo di vendita di un sistema militare, ha aggiunto Magrassi, "rappresenta nei fatti un vero e proprio accordo di cooperazione militare tra le Nazioni, che può aprire la via anche ad altre forme di cooperazione economica, sociale e politica". (Public Policy) GAV

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