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VENDOLA E DI PIETRO AL PD: VOGLIAMO CENTROSINISTRA SENZA TENTAZIONI CENTRISTE

vd 02 luglio 2012

(Public Policy) - Roma, 29 giu - (di Gaetano Veninata) Le parole non sono nuove, almeno per lui: centrosinistra, cantieri, speranza, diritti sociali e civili. La piccola novità è nel compagno di viaggio, in questa che finora è l'unica risposta, a sinistra del Pd, alle avances tra Bersani e Casini: Nichi Vendola (Sel) e Antonio Di Pietro (Idv) insieme per "costruire il centrosinistra".

UN CANTIERE
Conferenza stampa affollatissima, a Montecitorio, per la
prima uscita pubblica dell'ex Rifondazione, oggi presidente
della Regione Puglia, insieme con l'ex pm di Mani Pulite.
"Il centrosinistra è una necessità per il Paese - ha
esordito Vendola - Bisogna assolutamente aprire un cantiere
per tessere una tela programmatica, allargando alla società
civile, alle donne di 'Se non ora quando', agli
ambientalisti e ai precari".

I grandi temi sono affrontati alla Vendola,
metaforicamente: "La crisi? Non l'ha portata la cicogna, la
colpa del berlusconismo è evidente; il vertice europeo di
ieri? La montagna che partorisce un topolino; il piano
crescita comunitario? Sotto il vestito, niente". Ovvio che
il punto centrale sia nel rapporto con il Partito
democratico di queste due forze, l'una extraparlamentare, e
l'altra all'opposizione del Governo tecnico appoggiato da
Pierluigi Bersani.

Questa mattina Vendola aveva affidato a un messaggio su
Facebook la sua idea sulle primarie: "Ci sono cose per me
incomprensibili. Si comincia a parlare di primarie. C'è un
leader, come il sindaco di Firenze, che è una variabile
estremista del liberismo. E un altro, come Bersani, che è un
amabile socialdemocratico. Ma queste non sono primarie, è il
congresso del Pd. E io non sono interessato a
partecipare".

Un'idea che Vendola ha
ribadito anche alla Camera: "Non sono interessato a nessuna
coalizione che escluda l'Italia dei valori: io sono per un
centrosinistra ampio, una coalizione plurale e aperta. Ciò
che chiediamo è la creazione immediata di un cantiere che
arrivi a formare almeno la base per un programma
riformatore".

Dunque primarie aperte a tutti ("Non devono essere un
concorso di bellezza"), senza pregiudizi. "Sia chiaro
comunque - ha sottolineato il politico pugliese - che non
stiamo dando nessun ultimatum al Pd". Le forze moderate sono
un "sicuro interlocutore, ma solo per arricchire la politica
riformatrice: l'unica cosa che vogliamo impedire è una resa
nei loro confronti dei progressisti".

Stesso concetto espresso da Antonio Di Pietro: "Mi appello
al Pd perchè faccia una scelta di campo, c'è una realtà
sociale in grande difficoltà fuori dal palazzo". Le parole
chiave, per l'ex pm, sono tre: "Solidarietà, legalità e
sviluppo: sarà il programma a fare la differenza".

Grandi assenti, alla conferenza stampa, i sindaci vicini ai due
leader, protagonisti di quel "movimento dei sindaci" di cui
si discute da qualche mese come un'alternativa anche per le
prossime politiche: "Idealmente sono qui con noi - ha
ricordato Vendola - anche De Magistris, Pisapia, Doria e
Orlando (sindaci rispettivamente di: Napoli, Milano, Genova
e Palermo; ndr), politici di diversa provenienza, ma uniti
da una speranza chiamata centrosinistra".

E alla domanda di Public Policy sui rapporti con il
Movimento 5 Stelle, che gli ultimi sondaggi danno come
seconda forza nel Paese, Di Pietro ha risposto così: "Se
saranno nostri interlocutori? Vi invito a leggere il
comunicato n. 51 di Beppe Grillo. Ha detto che andranno da
soli. Benissimo. Discorso chiuso".

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