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VERSO IL 2013, BOLDRIN E GRILLO SI SFIDANO SUL WEB

0738fc38 10 ottobre 2012

(Public Policy) - Roma, 10 ott - L'uno definisce le teorie
economiche (e non solo) dell'altro, "cretinate". L'altro lo
chiama (indirettamente), "sacerdote del nulla", "meno
attendibile di un mago". Mentre i loro due movimenti
crescono nei sondaggi, Michele Boldrin, economista, tra i
promotori di Fermare il declino, e Beppe Grillo, il comico
genovese fondatore del Movimento 5 Stelle, si sfidano a
colpi di post.


A iniziare è stato Boldrin, affermando, durante l'ultima
puntata di "Piazza Pulita" su La7, giovedì scorso, che Beppe
Grillo, il leader del M5S dice spesso "cretinate" quando
parla di questioni economiche.


"Nella fattispecie - ha
scritto oggi l'economista sul Fatto Quotidiano - mi riferivo
a quanto mi era stato appena fatto sentire: un lungo
discorso in cui Grillo argomentava l'esistenza di un patto
segreto (fra chi e chi non ci è dato sapere) secondo cui
'Francia' e 'Germania' [...] s'erano comprate alcune
centinaia di miliardi di euro di debito pubblico italiano
[...] in 'cambio' della promessa [...] che l'Italia avrebbe
acquistato 7 centrali nucleari francesi ed avrebbe concesso
a 'multinazionali' (non ben identificate) di appropriarsi
dell'acqua (?) e di altre ricchezze nazionali".


"Sempre secondo la teoria del Grillo - si legge ancora
nell'ultimo post di Boldrin - tale accordo sarebbe saltato
in seguito ai referendum popolari su acqua e nucleare,
lasciando Francia e Germania con un pugno di mosche e
costringendole al piano B (ovvero il Governo Monti; ndr)".
Insomma, per l'economista "Grillo è pericoloso non per
quello che il M5S denuncia, ma per l'analisi che fa e le
politiche che propone. La denuncia va bene, l'indignazione è
giusta, ma le proposte sono suicide".


E lo sfida a duello:
"Vorrei sfidare Beppe Grillo (o chi per lui) ad uno, due,
dieci, cento dibattiti pubblici sui temi di politica
economica oggi sul tappeto. [...] Dibattiti in cui si
affrontano le questioni reali per ciò che sono, le si
documenta e si propongono delle soluzioni verificandone la
fattibilità. Io son qua pronto a farlo ogni volta che Beppe
Grillo sia disposto".


La replica del comico
genovese - che in queste ore sta attraversando a nuoto lo
Stretto di Messina in vista delle regionali siciliane - era
arrivata ieri, in riferimento alla trasmissione condotta da
Corrado Formigli. "I profeti prevedevano il futuro,
l'economista italiano prevede il presente. Vive il momento.
Coglie l'attimo. Liberista, ma se necessario statalista. Più
Stato e meno mercato in tempo di crisi, ma più mercato (con
la sua mano invisibile ai più e chiarissima per lui e per le
banche) e meno Stato se l'indice di Borsa si impenna", ha
scritto Grillo sul suo blog.


"Maghi, fattucchiere, indovini e negromanti sono più
attendibili di qualunque economista italico. Loro, ogni
tanto, ci prendono [...] Se un comune cittadino, con il buon
senso del padre di famiglia, avverte di una bancarotta in
arrivo è un allarmista che non capisce i fondamentali. Con
l'economista ti rimane sempre un dubbio, un tarlo, un
rovello: se ci fa o se ci è. Se, pur a piena conoscenza di
come si svolgeranno i fatti, tace per ordini superiori, per
la pagnotta, o se non capisce mai una beata fava. Io
propendo per l'ipotesi pagnottista".


"Gli economisti di successo diventano ministri
dell'Economia, opinionisti televisivi, giornalisti
economici, persino leader politici. Dopo un decennio,
sull'orlo della catastrofe, ci spiegano perché siamo in
fallimento. Non si arrogano nessun merito per il default
dell'Italia, ma, va detto a loro onore, anche nessuna colpa.
Sono sacerdoti del nulla". (Public Policy)


GAV

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