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VERSO IL 2013, BOLDRIN (FID): IL NO A ITALIA FUTURA? TROPPA RETORICA

30 ottobre 2012

(Public Policy) - Roma, 30 ott - Fermare il Declino, il
movimento liberista promosso, tra gli altri, dal giornalista
Oscar Giannino e dagli economisti Michele Boldrin e Luigi
Zingales, ha reso la settimana scorsa note le ragioni del
rifiuto di sottoscrivere il documento "Verso
la Terza Repubblica" di Italia Futura, il think-thank
fondato da Luca di Montezemolo, firmato anche da Raffaele
Bonanni, leader Cisl.

Ragioni ulteriormente esplicitate da Giannino stesso, in un
articolo pubblicato sul sito di Fid: "Ci siamo trovati
sottoposti una bozza di testo sostanzialmente già chiusa in
precedenti contatti con il segretario della Cisl a nome
delle sigle cattoliche [...] Non siamo stati coinvolti né
nell'impostazione del documento, né nella valutazione dei
soggetti a cui estenderlo, né dei tempi e delle forme in cui
renderlo pubblico, né sulle modalità della convention e
nemmeno sulla sua data".

Ma la replica di Italia Futura al giornalista non si è
fatta attendere. È arrivata poco dopo con una lettera del
direttore dell'associazione Andrea Romano, pubblicata sul
suo blog sul Post, indirizzata direttamente a Giannino. Che,
scrive, Romano, il testo lo conosceva, come può testimoniare
una mail. Oggi, intervistato da Radio radicale, Michele
Boldrin è tornato sull'argomento.

UN PROGETTO RETORICO, NOI CHIEDIAMO COSE CHIARISSIME
"Il dialogo è ancora aperto, ma la verità - ha detto
l'economista - è che non hanno voluto inserire impegni
precisi: ne usciva fuori una cosa retorica e il nostro Paese
ha bisogno di tutto fuorchè di retorica. C'è qualcuno che ha
paura che, per essere chiari, senza Casini, Fini e la
vecchia politica non si possa andare lontano. Invece
dovrebbero seguire l'esempio dato da Veltroni e D'Alema. Noi
chiediamo cose chiarissime: richiesta di limiti e mandati;
primarie per la scelta dei candidati. Bisogna dire
chiaramente che il Paese ha un problema fondamentale,
bisogna tagliare la spesa pubblica".

E su Grillo e l'ottimo risultato del M5s alle regionali
siciliane (primo partito nell'isola): "La gente sente la
necessità di un'offerta politica diversa, bisogna essere
rigidi su questioni di fondo e questioni morali.

L'elettorato non crede a nessuno, sono tutti che
festeggiano, il signor Crocetta (candidato Pd-Udc, uscito
vincitore con il 30,5%; NdR), ad esempio, io sono contento,
è un omosessuale che diventa presidente di una Regione, è
tanto in un Paese come il nostro. Ma anche lui dovrebbe
chiedersi che legittimità reale ha con l'astensione che c'è
stata". (Public Policy)

GAV

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