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VERSO IL 2013, FERMARE IL DECLINO TENDE LA MANO AI RENZIANI DELUSI

03 dicembre 2012

(Public Policy) - Roma, 3 dic - Il primo a buttare l'amo, su
Facebook, è stato l'economista Luigi Zingales (tra i
promotori del movimento Fermare il declino): "È giunto il
momento di abbandonare ogni esitazione e trasformare Fid in
un movimento politico che si rivolge non solo ai renziani
delusi, ma a tutti coloro che amano il nostro Paese e lo
vogliono diverso. All'Agenda Monti noi preferiamo l'Agenda
Renzi. E, con o senza Renzi, la vogliamo portare avanti. Chi
ci crede, ci segua".

Il movimento liberista, fondato dal giornalista Oscar
Giannino, tende dunque la mano alla minoranza Pd e ripropone
sul suo sito una propria versione dei venti punti di renziana
memoria di "differenza tra noi e loro" (intendendo con
"loro" il centrosinistra di "Bersani, Bindi, D'Alema e
Vendola", ma anche il Pdl). Dall'abolizione del
finanziamento pubblico ai partiti, alle liberalizzazioni,
alla privatizzazione delle imprese pubbliche, il programma
di Fid (almeno quello espresso nei 20 punti) è simile, per
certi versi, a quello del sindaco di Firenze.

Scrive lo stesso Giannino: "Ho sperato intensamente [...]
che Renzi sconfitto abbandonasse il Pd, e si rendesse
disponibile a un'offerta politica di premiership intorno
alla quale coagulare a milioni di elettori la società civile
oggi delusa e disillusa. Capisco che il prezzo per lui da
pagare sarebbe stato enorme, il Pd avrebbe fatto ricorso ad
armi bianche e da fuoco".

"Resto dell'idea - conclude il conduttore di 'Nove in
punto' su Radio24 - che quel gesto di rottura sarebbe stato
salvifico, perché avrebbe reso disponibile l'unica vera
premiership maggioritariamente in grado di contendere con
successo la vittoria al maxi partito della patrimoniale".
(Public Policy)

GAV

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