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VERSO IL 2013: IPOTESI LISTA CIVICA, LE OPINIONI DI QUATTRO DEPUTATI PDL

17 ottobre 2012

(Public Policy) - Roma, 17 ott - L'ipotesi di una lista
civica, sponsorizzata soprattutto dalle forze produttive del
nord, "fiancheggiatrice" del Pdl, è uscita allo scoperto nel
corso di Omnibus, su La7. Alcuni deputati del Pdl, Maurizio
Paniz, Isabella Bertolini, Lucio Stanca e Giuliano Cazzola,
hanno sottolineato come sia ancora troppo presto per
formulare ipotesi.

PANIZ: SERVE IDENTIFICARE OBIETTIVI E UOMINI
"È difficile parlare astrattamente di ipotesi, senza
indicare obiettivi, programmi e uomini - dice il deputato -.
È certo, al contrario, che esiste un grande popolo di
centrodestra che attende indicazioni nella direzione di un
nuovo partito o di una realtà esterna alla dimensione
partitica, ma ribadisco che serve l'esplicitazione di
obiettivi, programmi e soprattutto di uomini per
realizzarli".

BERTOLINI: UNIRE LE FORZE LIBERALDEMOCRATICHE
"A mio avviso - sottolinea Isabella Bertolini - la strada
da seguire è quella di una formazione che si riconosca nel
Ppe (Partito popolare europeo; ndr), unendo le forze
liberaldemocratiche, secondo i principi di concretezza,
serietà e della realizzazione della cosidetta Agenda Monti,
da implementare con misure che favoriscano la sviluppo. È
difficile comunque parlarne concretamente prima che si
conosca con quale legge elettorale si voterà".

STANCA: BERLUSCONI STA VAGLIANDO VARIE IPOTESI
"Certamente Berlusconi sta vagliano varie ipotesi - dice il
deputato -, ma tali resteranno prima delle elezioni in
Sicilia e dell'approvazione della legge elettorale. Temo che
la nuova legge possa essere peggiore di qualla vigente,
fatta apposta per non avere una maggioranza chiara e tornare
a votare entro due anni".

CAZZOLA: BERLUSCONI È PARTE DEL PROBLEMA
"Non mi appassiono alle ipotesi. Berlusconi si illude e non
prende atto di essere parte del problema - dice il deputato
-. Ha, è vero, un suo zoccolo duro di voti, ma quantificarli
è davvero difficile. Non vorrei che alla fine valessero
quanto quelli dei monarchici nella prima Repubblica".
(Public Policy)

(ABA)

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