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VERSO IL 2013, L'APPELLO "CAMBIARE SI PUÒ": NO A GRANDI OPERE E SPESE MILITARI

03 dicembre 2012

(Public Policy) - Roma, 3 dic - Hanno già aderito i partiti
della sinistra radicale (Fds), l'Idv e il movimento
arancione dei sindaci (guidato dal primo cittadino di Napoli
Luigi De Magistris). Si tratta dell'appello promosso dallo
storico fiorentino Paul Ginsborg e dal sociologo Marco
Revelli, che è stato presentato ufficialmente sabato a Roma:
"Cambiare #si può - Per una presenza alternativa alle
elezioni politiche #noicisiamo2013".

I PROMOTORI
Oltre a Ginsborg e Revelli, ci sono anche il sociologo
Luciano Gallino e il magistrato Livio Pepino. A firmare
l'appello, finora, più di 6 mila persone.

LE PROPOSTE
"Si propone - si legge nel testo dell'appello - la
rinegoziazione delle normative europee che impongono
politiche economiche recessive; un progetto di riconversione
di ampi settori dell'economia in grado di rilanciare
rapidamente l'occupazione con migliaia di piccole opere di
evidente e immediata utilità collettiva; un piano di
riassetto del territorio nazionale e dei suoi usi mirante a
garantire la sicurezza dei cittadini e la riduzione del
consumo di suoli agricoli".

"Un'imposizione fiscale equa ed efficace (estesa ai
patrimoni e alle rendite finanziarie nonché alle proprietà
ecclesiastiche); il potenziamento degli interventi a
sostegno delle fasce più deboli e dei presidi dello stato
sociale; il ripristino delle tutele fondamentali del lavoro
e dei lavoratori; la sperimentazione di modalità di
creazione diretta di occupazione, anche in ambito locale,
affiancata dall'introduzione di un reddito di
cittadinanza".

"L'attuazione di forme di
sostegno e promozione delle esperienze di economie di
cooperazione e solidarietà; l'investimento a favore della
scuola e dell'università pubblica, a sostegno della
formazione, della cultura, della ricerca e dell'innovazione;
il rispetto pieno e immediato dei referendum 2011 sui beni
comuni e contro la vendita ai privati dei servizi pubblici
locali; un'effettiva riforma del sistema dell'informazione e
del conflitto di interessi; il pieno riconoscimento dei
diritti civili degli individui e delle coppie a prescindere
dal genere e l'accesso alla cittadinanza per tutti i nati in
Italia".

"Una reale azione di contrasto dell'evasione fiscale e
della corruzione; il ritiro da tutte le operazioni di guerra
e l'abbattimento delle spese militari; la definitiva
rinuncia alle grandi opere (a cominciare dalla linea Tav
Torino-Lione e dal ponte sullo Stretto); l'abrogazione delle
leggi ad personam (che sanciscono la disuguaglianza anche
formale tra i cittadini); la previsione di un tetto massimo
per i compensi pubblici e privati e l'azzeramento delle
indennità aggiuntive della retribuzione per ogni titolare di
funzioni pubbliche".

PERCHÈ "CAMBIARE SI PUÒ"
"Abbiamo deciso di impegnarci - scrivono i promotori - con
l'obiettivo di presentare alle elezioni politiche del 2013
una lista di cittadinanza politica, radicalmente
democratica, alternativa al governo Monti, alle politiche
liberiste che lo caratterizzano e alle forze che lo
sostengono".

LA MOZIONE APPROVATA SABATO
Invita "tutte le realtà locali interessate a questo
progetto a promuovere assemblee nei territori [...] nei
giorni 14 o 15 dicembre", e dà mandato ai promotori
dell'appello di "indire entro il mese di dicembre una
seconda assise nazionale al fine di valutare l'esito della
consultazione nei territori". (Public Policy)

GAV

 

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