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VERSO IL 2013, STRADE DIVERSE PER ITALIA FUTURA E FERMARE IL DECLINO

small_110214-153804_to231109eco_0001 26 ottobre 2012

(Public Policy) - Roma, 26 ott - Sono stati vicini per un
po', adesso le strade sembrano dividersi. Italia Futura, la
creatura di Luca Montezemolo, e i liberisti di Fermare il
declino, il movimento che vede tra i fondatori il
giornalista Oscar Giannino e l'economista Michele Boldrin,
si dicono 'arrivederci'.

Tutto nasce dal manifesto che verrà presentato il 17
novembre a Roma, dal nome abbastanza esplicito: "Verso la
Terza Repubblica", presentato da Italia Futura insieme con
diverse realtà del mondo cattolico e della società civile.
Il 17 ci sarà questa "giornata di riflessione pubblica sulla
ricostruzione civile dell'Italia", per porre un "argine ai
populismi di destra e di sinistra".

In Italia, secondo i promotori (tra cui il ministro per la
Cooperazione Andrea Riccardi, il leader Cisl Raffaele
Bonanni e l'ex Pd Nicola Rossi) "è urgente aprire una
stagione di riforme di ispirazione democratica, popolare e
liberale, legittimate dal voto di milioni di italiane e di
italiani, in continuità con quanto di meglio ha realizzato
il Governo guidato da Mario Monti [...] Una tale soluzione
non verrà dai partiti politici".

"Crediamo - si legge ancora - nel valore della coesione
sociale e riteniamo necessaria una profonda riforma del
modello di welfare, come generatore di opportunità e
strumento di promozione umana".

"Crediamo - continua il
manifesto Verso una Terza Repubblica - che il ritorno alla
crescita dell'economia italiana possa venire soprattutto
dalla riduzione della pressione fiscale, premiando il
lavoro, la produzione e la cultura come i fondamentali
motori di sviluppo della nazione. L'Italia può e deve
tornare a giocare in attacco".

COSA NON PIACE A "FERMARE IL DECLINO"
"Il motivo (per cui mancano le loro firme; NdR) - scrivono
i promotori di Fermare il declino - è incredibilmente
facile. Nel testo del manifesto non troverete 6 concetti che
per noi rappresentavano una conditio sine qua non: taglio
alla spesa, riduzione del debito tramite privatizzazioni,
liberalizzazioni, selezione democratica dei leader,
meritocrazia nella Pa e nella giustizia e concorrenza nella
sanità e istruzione.

"Noi - si legge ancora in una nota - siamo nati per essere
inclusivi, non per fare operazioni partitiche senza
contenuti ideali coerenti con quello che proponiamo. Si
continua nella nostra opera con lo stesso spirito rispettoso
verso chi ha compiuto scelte diverse dalle nostre, ma fermi
nei nostri convincimenti e rafforzati nell'entusiasmo".
Firmato: Michele Boldrin, Sandro Brusco, Alessandro De
Nicola, Oscar Giannino, Andrea Moro, Carlo Stagnaro, Luigi
Zingales. (Public Policy)

- Vedi la risposta di Andrea Romano (Italia Futura)

GAV

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