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VERSO IL CONSIGLIO UE, LA 'GOLDEN RULE' DIVIDE GLI EURODEPUTATI /FOCUS

ue 25 giugno 2013

VERSO IL CONSIGLIO UE, LA 'GOLDEN RULE' DIVIDE GLI EURODEPUTATI /FOCUS

(Public Policy) - Bruxelles, 25 giu - Cosa pensano gli
eurodeputati in Commissione per i problemi economici e
monetari della 'golden rule' per gli investimenti di
interesse europeo? "Sono divisi, ma direi che in leggera
maggioranza sono contrari", dichiara a Public Policy Werner
Langen, dell'Unione Cristiano Democratica, il partito della
cancelliera Angela Merkel.

La proposta di uno scorporo di questi investimenti dal
vincolo di bilancio del 3% del Pil, annunciata dal ministro
delle Infrastrutture Maurizio Lupi, sarà discussa al
prossimo Consiglio europeo il 27 e il 28 giugno. "Ma non è
certo una novità, già Mario Monti nel '96 difendeva questa
misura - dice Sylvie Goulard, eurodeputata francese del
Movimento democratico, e membro della Commissione -.

Personalmente se da una parte trovo giusto che si tenga
conto della natura della spesa (distinguendo se si tratta di
una spesa corrente oppure di un investimento), dall'altra
sono convinta che, ammettendo troppe eccezioni, si rischia
di non avere più una regola".

Secondo Goulard, dopo lo scorporo degli investimenti nelle
infrastrutture, altri chiederebbero di togliere dal calcolo
del debito le spese per gli indigenti o per i giovani. "I
vincoli sono necessari", aggiunge. "Dobbiamo essere molto
seri sulla spesa pubblica". Della stessa opinione anche
Langen: "Sono fortemente contrario a questo tipo di golden
rule" dichiara. "E comunque è il debito totale che conta:
per l'Italia una misura del genere potrebbe essere
politicamente conveniente, ma si troverebbe a dover
affrontare sempre lo stesso debito. Anche se - ammette - è
importante che una parte del decifit sia investito e non
solo speso nei consumi".

La Commissione europea al momento preferisce non commentare
la proposta che sarà a breve discussa dal Consiglio. In
ogni caso la Commissione dovrebbe a breve chiarire i criteri
di una possibile attuazione della golden rule, quasi
certamente alquanto restrittivi. Del resto in questi giorni
il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, ha
ribadito l'opposizione della Germania agli scorpori dal
calcolo dei deficit.

Recentemente, invece, il
governo francese si è espresso favorevolmente nel senso di
un più generale allentamento dei vincoli di bilancio: "La
Francia, a differenza dell'Italia, è ancora fuori dai
parametri di stabilità europei - chiarisce Goulard -
pertanto non sono d'accordo con le dichiarazioni di
Hollande. Inoltre in un contesto così fragile, con le
elezioni tedesche a settembre, credo sia controproducente
aprire una discussione in merito".

Per Goulard è una questione di affidabilità: "Sono certa
che, se la Germania si fidasse degli altri paesi, una misura
del genere sarebbe bene accetta - spiega -, ma non possiamo
sempre prendere impegni e poi non rispettarli, anche per
evitare di mettere a rischio la fiducia dei mercati".

Insomma non sarebbe il momento giusto per cambiare le
regole: "Ora la questione chiave è la disoccupazione -
aggiunge il vicepresidente della Commissione parlamentare
Pablo Zalba Bidegain, del Partito popolare spagnolo -
dobbiamo assicurarci che le regole siano abbastanza
flessibili da permettere agli Stati membri di incentivare la
creazione di nuovi posti di lavoro, ma per questo non serve
allentare ulteriormente i vincoli".

Le misure attuali, infatti, sarebbero già abbastanza
flessibili: "Con il Sixpack (una serie di misure che nel
2011 hanno riformato il patto di stabilità, Ndr) la
Commissione europea può controllare la spesa pubblica e
privata più nel dettaglio - conclude Goulard -, e questo
garantisce una maggiore flessibilità rispetto al patto di
stabilità originariamente previsto".(Public Policy)

DSA

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