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VERSO IL VOTO, BERLUSCONI VS GIANNINO: I PROGRAMMI A CONFRONTO

GIANNINO VS BERLUSCONI 14 febbraio 2013

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(Public Policy) - Roma, 14 feb - 'Il programma in 10 punti
di Giannino è ricompreso, nessun punto escluso, nel nostro
più ampio programma, la rivoluzione liberale è qualcosa che
ho sempre cercato di seguire ma non sono riuscito a farla
per il semplice fatto che esistono nel nostro Paese delle
difficoltà perché possa essere governato'.

Queste le parole di Silvio Berlusconi, leader Pdl, in
diretta sulla Stampa, in merito al programma presentato dal
movimento di Oscar Giannino, Fare per Fermare il declino.
Cresce la tensione tra i due leader. Entrambi promettono,
per la prossima legislatura, la 'rivoluzione liberale', ma
in che modo? Vediamo nel dettaglio i due programmi,
confrontando i dieci punti di Fare e le proposte del Pdl.

FERMARE IL DEBITO
Al primo punto del programma di Fare c'è la riduzione del
debito pubblico, al di sotto del 100% del Pil, attraverso le
alienazioni del patrimonio pubblico. 'L'obiettivo - si legge
nel programma - è attuare, nel periodo 2013-2018, una
politica di dismissioni di asset pubblici che generi un
gettito dell'ordine dei 35 miliardi di euro all'anno'.
Il patrimonio pubblico alienabile viene stimato tra i 72 e
420 miliardi di euro, ma per il partito di Giannino, il
gettito ottenibile sta nel mezzo e può essere fissato
nell'ordine di 150-250 miliardi di euro. Altri 15 miliardi
possono essere raccolti 'valorizzando meglio le concessioni
dello Stato' e gli ultimi 90 miliardi attraverso la vendita
delle società partecipate dal Tesoro.

Anche il programma di Silvio Berlusconi propone
l'abbattimento del debito (400 miliardi), ma senza entrare
nel dettaglio dei numeri. Si propone la vendita di immobili
pubblici, la messa sul mercato di partecipazioni azionarie
pubbliche sia statali che locali, la valorizzazione delle
concessioni demaniali e convenzioni fiscali con la Svizzera
per le attività finanziarie detenute in quel Paese.

RIDUZIONE DELLA SPESA PUBBLICA
Il 'Piano di attacco alla spesa pubblica' del Pdl si
articola in tre punti:
- Forte riduzione della spesa pubblica, per un risparmio di
almeno 16 miliardi all'anno;
- Riduzione di una quota pari al 3% delle attuali Tax
expenditures (esenzioni fiscali, Ndr);
- Ogni legge di spesa deve avere una scadenza (Sunset
legislation).

Fermare il declino ritiene che sia possibile, nell'arco
della legislatura, tagliare la spesa pubblica di almeno 6
punti percentuali del Pil. 'La spending review - si legge -
deve ripensare complessivamente la spesa' a partire dai
costi della politica e dai sussidi alle imprese (inclusi i
mezzi d'informazione). 'Ripensare in modo organico le grandi
voci di spesa - continua la proposta di Fare - tra le quali
sanità e istruzione, introducendo meccanismi competitivi
all'interno di quei settori. Riformare il sistema
pensionistico per garantire vera equità inter e
intra-generazionale'.

RIDUZIONE DELLA PRESSIONE FISCALE
'Ridurre la pressione fiscale complessiva di almeno 5 punti
in 5 anni - propone il movimento di Giannino - dando la
priorità alla riduzione delle imposte sul reddito da lavoro
e d'impresa. Ma quali tasse è più opportuno tagliare?
Riduzione del prelievo sui redditi da lavoro (principalmente
contributi sociali e Irpef) e sui redditi da impresa
(principalmente Irap e Ires). Questi gli obiettivi per la
riduzione delle imposte:
- per 15 miliardi nel 2013;
- per 23 miliardi nel 2014;
- per 37 miliardi nel 2015.

La riforma fiscale proposta dal Pdl prevede l'eliminazione
dell'Imu sulla prima casa, nessun aumento dell'Iva (previsto
per il prossimo luglio), azzeramento in 5 anni dell'Irap
(Imposta regionale sulle attività produttive). Anche i
berlusconiani prevedono una riduzione delle imposte di un
punto per ogni anno, per cinque anni.

CONCORRENZA
'Liberalizzare rapidamente i settori ancora non pienamente
concorrenziali: trasporti, energia, poste,
telecomunicazioni, servizi professionali e banche (inclusi
gli assetti proprietari). Privatizzare le imprese pubbliche
con modalità e obiettivi pro-concorrenziali nei rispettivi
settori. Inserire nella Costituzione il principio della
concorrenza come metodo di funzionamento del sistema
economico. Privatizzare la Rai, abolire canone e tetto
pubblicitario, affidamento dei servizi pubblici tramite gara
fra imprese concorrenti'. Sono le proposte di Fermare il
declino nell'ambito delle liberalizzazioni.

'Il patto del parlamentare' non ha un capitolo dedicato
solo alle liberalizzazioni. Troviamo l'argomento nel
capitolo sull'energia, 'nuove azioni per favorire la
concorrenza nel settore energetico e contrastare gli
oligopoli' e in quello dedicato alle infrastrutture:
'Rilancio dell'iniziativa di liberalizzazione e
privatizzazione delle reti infrastrutturali e dei pubblici
servizi, come da dl 138 del 13 agosto 2011 (conosciuta anche
come 'la manovra di Ferragosto'; Ndr)'.

In ultimo, nel capitolo 'Imprese, lavoro e professioni', il
Pdl propone 'lo sviluppo di meccanismi concorrenziali e di
vigilanza per contrastare accordi di cartello nel settore
assicurativo' e l'apertura al mercato di alcuni settori:
scuola, università, poste, energia e servizi pubblici
locali.

RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO
La proposta di Fare ricalca in molti aspetti quella di
Pietro Ichino (senatore ex Pd, ora candidato con Scelta
civica per Mario Monti), che prevede: 'Non contratto unico,
ma flessibilità contrattuale con standard minimi di
protezione - si legge nel programma -, indennità di
disoccupazione percepibile fino ad un massimo di 4 anni
dalla perdita del lavoro, trattamento di disoccupazione pari
al 90% dell'ultima retribuzione (fino a un massimo di 40
mila euro annui) il primo anno, scalato del 10% in ciascuno
degli anni successivi, assistenza nella ricerca di nuova
occupazione e predisposizione di iniziative di formazione
professionale, possibilità di licenziamento da parte delle
imprese per motivi economici, tecnici, organizzativi e
disciplinari'.

E ancora: potenziamento dell'Aspi (Assicurazione Sociale
per l'impiego, introdotta dalla riforma Fornero), aumento
della copertura assicurativa con l'età lavorativa, revisione
del pagamento dei contributi a carico dei lavoratori e del
datore di lavoro e creazione di un unico ente assicurante.
Il Popolo delle libertà propone:

- Riconoscimento alle imprese, per le nuove assunzioni
di giovani a tempo indeterminato, di una detrazione
(sotto forma di credito d'imposta) dei contributi relativi
al lavoratore assunto, per i primi 5 anni;
- Sostituzione dell'attuale sistema dei sussidi alle
imprese con contestuale ed equivalente riduzione delle tasse
sul lavoro e sulla produzione;
- Pagamenti più rapidi della pubblica amministrazione,
- Utilizzo della Cassa depositi e prestiti, per finanziare
l'innovazione e garantire i crediti alle esportazioni;
- Sviluppo dei distretti e delle reti d'impresa;
- Per 3 anni, vantaggi fiscali per le imprese di under 35;
- Valorizzare le libere professioni, riconoscendone le
funzioni sussidiarie di pubblico interesse;
- Ritorno alla Legge Biagi per uno 'Statuto dei Lavori';
- Risoluzione della questione esodati;
- Sviluppo della contrattazione aziendale e territoriale
(ex art. 138 D.L. 138/2011);
- Detassazione del salario di produttività;
- Totale detassazione dell'apprendistato fino a 4 anni
- Buoni dote per la formazione.

CORRUZIONE E GIUSTIZIA
Corruzione e giustizia sono i punti sei e sette del
programma di Fare. Contro la corruzione, il movimento,
propone una legislazione sui conflitti d'interesse, la
'verificabilità dei redditi, patrimoni e interessi economici
di tutti i funzionari pubblici e di tutte le cariche
elettive. Introduzione di premi per chi denuncia reati di
corruzione'. Per una riforma della giustizia: 'Riformare il
codice di procedura e la carriera dei magistrati; no agli
avanzamenti di carriera dovuti alla sola anzianità.

Introdurre e sviluppare forme di specializzazione,
assicurare la terzietà dei procedimenti disciplinari a
carico dei magistrati. Gestione professionale dei tribunali
generalizzando i modelli adottati in alcuni di essi.
Assicurare la certezza della pena da scontare in un sistema
carcerario umanizzato'.

La riforma della giustizia proposta dal partito fondato da
Silvio Berlusconi è molto articolata e si concentra
soprattutto sul ruolo dei magistrati. Il Pdl fissa come
obiettivi: la separazione delle carriere tra magistrati
inquirenti e giudicanti, la responsabilità civile per
questi, carriera basata sul merito, divieto di pubblicazione
delle intercettazioni, inappellabilità delle sentenze di
assoluzione, limitazione degli incarichi extragiudiziari dei
magistrati, limitazione della carcerazione preventiva e
riduzione dei tempi della giustizia civile, penale e
tributaria.

FAMIGLIA E QUESTIONE FEMMINILI
Per Giannino e i suoi, giovani e donne, sono in gran parte
esclusi dal mercato del lavoro. 'Occorre agire per eliminare
il dualismo occupazionale - scrivono - scoraggiare la
discriminazione di età e sesso nel mondo del lavoro'. E come
fare? Queste le proposte:

- Creazione di un incentivo fiscale per le donne,
introducendo un credito d'imposta dipendente corrispondente
alle detrazioni non godute durante i periodi di
inoccupazione dovuti a maternità e/o all'adempimento di
oneri famigliari;
- Detassazione del lavoro femminile;
- Favorire ripresa demografica introducendo una forma di
quoziente familiare che fornisca un sostanziale supporto a
coloro che decidono di avere figli;
- Aumentare la accessibilità, fruibilità e copertura
(flessibilità orari, periodo estivo) dei servizi
all'infanzia;
- Favorire pratiche di conciliazione famiglia-lavoro con
il tele-lavoro, il part-time, flessibilità e banche ore e il
ricorso alla contrattazione aziendale di secondo livello per
consentirne l'utilizzazione.

Anche il Pdl propone l'introduzione nel quoziente
familiare: 'A parità di reddito paghino meno tasse le
famiglie più numerose'. Altre proposte sono: bonus bebè,
piano di sviluppo degli asili nido, buono (o credito di
imposta) per scuola, università per favorire libertà di
scelta educativa delle famiglie. Rendere totalmente
detraibili dall'imponibile fiscale le spese, per
l'educazione e l'istruzione dei figli. Sostegni straordinari
alle famiglie per l'assistenza ai disabili e agli anziani
non autosufficienti.

SCUOLA DEL MERITO
Le proposte del movimento liberista per una riforma
dell'istruzione, soprattutto universitaria sono:
- Aumentare la percentuale del finanziamento pubblico (Ffo)
distribuito ai singoli atenei sulla base dei risultati della
Vqr (Valutazione quinquennale della ricerca);
- Introdurre trasparenza sull'attività dei docenti,
rendendo pubbliche le informazioni sul sito del ministero;
- Riformare l'Anvur (Valutazione del sistema universitario
e della ricerca);
- Ridefinire la struttura degli stipendi dei docenti,
secondo un concetto di 'percentuale di sforzo';
- Deducibilità fiscale per i fondi privati devoluti alla
ricerca;
- Aumento del finanziamento alla ricerca, perlomeno al 5%
(oggi è al 2%; Ndr);
- Liberalizzare totalmente le tasse universitarie, con
l'obbligo di destinare una percentuale del gettito a borse
di studio per studenti con basso reddito e meritevoli.
Per Fare, il principale problema rimane 'lo scarso peso che
il merito, sia nella didattica, sia nella ricerca, riveste
nell'allocazione dei finanziamenti a favore di individui e
dipartimenti'.

Le proposte del Popolo delle libertà:
- Raddoppio detassazione utili reinvestiti in ricerca;
- Credito di imposta automatico sugli investimenti relativi
a innovazione di prodotti, processi, organizzazione;
- Prestito d'onore;
- Autonomia delle scuole nella scelta degli insegnanti,
negli organici e nella gestione efficiente dell'offerta
scolastica e formativa;
- Valutazione di scuole, docenti e università al fine di
favorire la meritocrazia;
- Avvio e sviluppo dell'agenda digitale nella scuola.

FEDERALISMO
Sull'ultimo punto Fare parla di 'introduzione di un vero
federalismo'. Un federalismo che assicuri 'autonomia sia di
spesa che di entrata agli enti locali rilevanti ma che, al
tempo stesso, punisca gli amministratori che non mantengono
il pareggio di bilancio rendendoli responsabili delle scelte
compiute'. Trasparenza dei bilanci delle pubbliche
amministrazioni e delle società partecipate da enti pubblici
con l'obbligo della loro pubblicazione sui rispettivi siti
web. Per il partito di Giannino la stessa 'questione
meridionale' va affrontata in questo contesto, abbandonando
'la politica di sussidi seguita nell'ultimo mezzo secolo'.

Nel capitolo 'Per un'Italia federale e unita' il Pdl
propone l'attuazione della riforma federale del 2009 (Legge
42), l'abolizione degli enti 'inutili', introduzione, entro
la fine della legislatura, di macroregioni. Attribuzione e
utilizzo in ambito regionale, prevedendo la riduzione della
pressione fiscale, di risorse in misura non inferiore al 75%
del gettito tributario complessivo degli enti. Rilancio del
Piano nazionale per il Sud, già proposto dall'ultimo governo
Berlusconi. (Public Policy)

SOR

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