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VERSO IL VOTO, GIANNINO RIMETTE IL MANDATO, MA SU FB LO DIFENDONO

19 febbraio 2013

INTERVISTA GIANNINO

(Public Policy) - Roma, 19 feb - "Una spacconata", la
definisce ironicamente su Twitter Carlo Stagnaro,
economista, tra i fondatori di Fare per Fermare il declino,
"mica bazzecole come spartirsi" il Monte dei Paschi di Siena
o il caso Ruby. Eppure la bugia (ammessa) di Oscar Giannino,
leader del movimento liberista, e il conseguente addio di
Luigi Zingales stanno facendo discutere la rete.

Per domani è convocata la direzione nazionale, che conferma
il suo appoggio al candidato premier Giannino, mentre lo
stesso giornalista commenta a TgCom24 (e poi con una lettera aperta su Fb):
"Presenterò la piena disponibilità ad abbandonare qualunque tipo di incarico,
non ho alcun problema, non ho mai utilizzato credenziali non mie
per avere incarichi di alcun tipo. Però l'errore c'è e l'ho
ammesso, quindi accetto le conseguenze necessarie a
ripristinare la credibilità negli ultimi giorni decisivi
della campagna elettorale. Sarà la direzione a valutare".

"Gli elettori - aggiunge Giannino - possono essere
tranquilli, nelle circoscrizioni in cui sono candidato,
eleggendomi, sono disposto a dimettermi per lasciare il
posto ad altri con più credibilità di me, se necessario.

Sono un giornalista che da trent'anni sta sotto gli occhi di
tutti, sono disposto a tracciare una linea invalicabile tra
la mia credibilità privata e la fede pubblica che deve
restare intatta. L'equivoco si chiarisce ma si deve essere
disposti a pagare il prezzo. Non mi faccio dare lezioni da
professori in cattedra, accetto la loro sfida e vengano qui
tutti a candidarsi perché ce ne è bisogno".

LA PAGINA SU FACEBOOK
Nel frattempo i simpatizzanti di Fare creano una pagina sul
social network, "NON Dimetterti Giannino" a sostegno del
candidato premier, perchè, si legge in un post, "ha
sbagliato e si è subito scusato".

GLI ALTRI: BOLDRIN, STAGNARO, SARAVALLE
Il primo a commentare la vicenda, dopo l'addio via Facebook
di Zingales, è stato l'economista Michele Boldrin, anche lui
tra i fondatori di Fare per Fermare il declino. Ieri ha
sostanzialmente confermato il suo appoggio a Giannino, ma
ancora oggi continuano ad arrivare commenti sulla sua pagina
Facebook (nel momento in cui scriviamo ben oltre 500) sul
tema, quasi tutti di appoggio al leader, o meglio convinti
dell'errore di Giannino ma critici su tempi e modi usati da
Zingales.

Stagnaro, fondatore anche
dell'Istituto Bruno Leoni, difende apertamente su Twitter,
come detto, Giannino, e risponde anche ai tweet di risposta
degli utenti del social network: "Non sono d'accordo:
mentire non è meno grave che rubare, anzi forse peggio",
scrive Vito DAntona, mentre Lorenzo Paolini dice che "in
Germania si sono dimessi per molto meno".

Stagnaro replica: "Ma mentire su una cosa irrilevante!
Mettetevelo bene in testa: Oscar non ha avuto alcun
beneficio da menzogna". E ancora, a Paolini: "Si rende conto
della differenza tra RUBARE un titolo accademico e
millantare un master?".

Nella discussione è intervenuto anche il responsabile
Giustizia del movimento Alberto Saravalle, con un post sul
suo sito: "Abbiamo l'obbligo morale di sostenere Oscar in
questo momento, non solo per ciò che Fare rappresenta e per
le centinaia di migliaia di persone che ci credono, ma anche
perché questo è oggi l'interesse prioritario del Paese".

"Ci saranno - aggiunge - un momento e una sede per trarre
le conseguenze politiche. Quel momento non è oggi. Ora credo
sia importante che - con le scuse pubbliche di Oscar -
questa polemica deleteria venga accantonata".

L'ULTIMO COMMENTO DI ZINGALES
Sentito dal Corriere della sera, Luigi Zingales, il giorno
dopo l'addio, ha preferito non commentare, o meglio non
entrare nel dettaglio: "Non voglio speculare su questa
vicenda, che è molto triste. Ho detto tutto quello che
dovevo dire e, come ho già spiegato chiaramente nella
lettera, mi sono dimesso perché una bugia in tv rompe il
legame di fiducia tra rappresentanti politici e cittadini.
Perciò non ho voglia di dire altro". (Public Policy)

GAV

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