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VERSO IL VOTO, ICHINO: RIFORMA LAVORO? NON POSSIAMO ASPETTARE SINISTRA DECIDA

28 gennaio 2013

(Public Policy) - Roma, 28 gen - Pietro Ichino, candidato
con la lista di Monti ed ex Pd, spiega la sua proposta di
riforma del lavoro che punti a estendere a tutti "i
contratti a tempo indeterminato che siano meno costosi e più
flessibili così che nessuno sia bloccato ma nessuno nemmeno
abbia paura di perdere da un momento all'altro il proprio
posto di lavoro".

Ichino illustra la sua proposta in una videochat sul sito
de "Il Giorno" e spiega che punta a dare più sicurezza al
lavoratore e più garanzie all'impresa "che deve essere
garantita che se l'avventura finisce, dirsi addio non sia
così oneroso com'è oggi".

NON POSSIAMO ASPETTARE CHE SINISTRA SI RENDA CONTO
Ichino non lesina attacchi alla sinistra, sempre sul tema
lavoro. Della 'carta d'intenti' dice: "Un documento che
viene presentato in un modo e poi rovesciato non può essere
considerato un documento vincolante".

"L'Italia - attacca Ichino - non può aspettare che la
sinistra si metta d'accordo ad esempio su una riforma della
Pubblica amministrazione in senso più flessibile. È troppo
ancorata al freno a mano dei sindacati del settore pubblico.

Prima o poi i sindacati bisogna vincerli. Stessa cosa sul
mercato del lavoro: non possiamo aspettare altri dieci anni
perché la sinistra si accorga che il nostro sistema lavoro
non funziona".

"E non funziona - dice Ichino - non solo per il debito"
enorme contratto negli anni dall'Italia "ma anche perché non
funzionano i servizi di orientamento, la formazione, ecc.
Non funziona perché non sono stati finora messi al centro
del dibattito gli interessi dell'impresa e del lavoratore".

"Su questo terreno - dice però - possono aggregarsi forze
sia di sinistra che di destra. Sul programma che stiamo per
pubblicare, ad esempio, c'è un'intesa tra me e Giuliano
Cazzola (ex Pdl; Ndr). Bisogna rompere con questa
ripartizione e creare un nuovo bipartitismo: da una parte
quelli che vogliono queste riforme e dall'altra chi, come
Berlusconi, Vendola, Grillo, pensa che questa strategia è la
rovina del Paese".

LIMITE USO CONTANTI A 300 EURO
Parlando poi della lotta all'evasione fiscale, Ichino
sostiene che "la misura più efficace per combattere
l'evasione è la riduzione del contante in circolazione".

In questo senso, afferma, "bisogna chiedere agli italiani di
allinearsi ai Paesi anglosassoni dove è molto utilizzata la
moneta di plastica, ovvero bancomat o carta di credito. In
questo senso bisogna garantire a tutti un bancomat gratis,
senza commissioni bancarie. Ma da qui passa la lotta
all'evasione. Io non vedrei niente di male che si abbassi
inoltre il limite dell'uso di contanti a 300 euro.

"Dobbiamo sapere - dice Ichino - che ci sono dei costi in
termini di comodità con cui dobbiamo essere fermi. Perché
aumentando la lotta all'evasione diminuiscono le tasse. Ad
esempio grazie ai proventi della lotta all'evasione potremo
arrivare a dimezzare l'Irpef e a ridurre l'Irap".

75% TASSE IN LOMBARDIA? PROPOSTA INCOSTITUZIONALE
La proposta del segretario della Lega Nord Roberto Maroni
di lasciare in Lombardia il 75% delle tasse versate è,
secondo Ichino, "assurda e incostituzionale".

"Contrasta - dice - con il principio di progressività
dell'imposta, norma tra l'altro contenuta nella
Costituzione. Proporre una cosa del genere significa far
finta di non sapere che il reddito di un lombardo è molto
più alto ad esempio di un calabrese. In questo senso è una
proposta inaccettabile e incostituzionale. Mi auguro Maroni
la riveda in modo più intelligente e sensato".

"La vera cosa da combattere - suggerisce Ichino - sono i
trasferimenti permanenti al Sud, che lo ancorano al
sottosviluppo e perpetuano la condizione di inferiorità del
Meridione".

FLUSSI IMMIGRATI OK MA CON SELEZIONE
Interpellato sul tema dell'immigrazione, Ichino sostiene
che si deve distinguere tra richiedenti diritto d'asilo e
immigrati clandestini. Per quanto riguarda i richiedenti
diritto d'asilo, dice, "darlo è un obbligo che va adempiuto
in modo rigoroso e non avaro e questo è un aspetto su cui
siamo inadempienti".

Per quanto riguarda invece i flussi di immigrazione, il
candidato della lista Monti dice a "Il Giorno": "Dobbiamo
essere selettivi". Ovvero, sintetizzando, far entrare solo
coloro che sappiamo possano servire per un determinato
settore in qualità di potere lavorativo e dando loro tutte
le garanzie, non come ora che li "sfruttiamo condannandoli
alla clandestinità, anche se contribuiscono alla nostra
ricchezza".

"Poi - conclude Ichino - c'è tutto il capitolo dei figli di
immigrati nati in Italia che non devono essere discriminati:
logica vuole che abbiano pari dignità e diritti rispetto ai
compagni di scuola. Si può graduare la scelta dando la
cittadinanza ma è indecenza la discriminazione a cui sono
condannati ora. E' pura xenofobia negare questo diritto".
(Public Policy)

VIC

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