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VERSO IL VOTO, LA CAMPAGNA ELETTORALE DAI PROGRAMMI AI TRIBUNALI /FOCUS

giustizia tribunale 13 febbraio 2013

GIUSTIZIA, SARAVALLE (FARE): SERVE UNA RIVOLUZIONE COPERNICANA /INTERVISTA

(Public Policy) - Roma, 13 feb - (di Laura Preite) Lo
scontro elettorale in queste ore dalle proposte dei
programmi elettorali si sta spostando sul fronte
giudiziario. Sono diverse le inchieste in corso che stanno
coincidendo con l'appuntamento elettorale:

dopo la chiusura delle indagini con la richiesta di rinvio a giudizio per
corruzione e associazione a delinquere nei confronti dell'ex
governatore della Lombardia e candidato Pdl al Senato,
Roberto Formigoni, questa notte è arrivata la condanna a
quattro anni dell'ex presidente della Regione Puglia del Pdl
Raffaele Fitto. Il capolista alle prossime politiche per la
Camera in Puglia è stato condannato per corruzione, abuso
d'ufficio e finanziamento pubblico ai partiti a quattro anni.

Il leader del Pdl Silvio Berlusconi, alla guida della
coalizione di centrodestra, in diretta alla Telefonata su
Canale 5, questa mattina ha commentato: "È saltato
completamente un normale rapporto tra i poteri dello Stato,
la magistratura sta mandando in malora l'Italia, siamo di
fronte a un'offensiva che è veramente terribile".

Berlusconi si riferisce alle inchieste di Milano e Bari. Ma
c'è anche l'Ilva, per cui i magistrati, dopo il decreto
Salva Ilva del Governo di dicembre, che prevede il
dissequestro dei lavorati e semilavorati, ha sollevato il
conflitto di attribuzione di fronte alla Corte
costituzionale che si esprimerà in serata. "Il Governo è
completamente paralizzato", ha commentato Berlusconi, a
rischio c'è la chiusura dello stabilimento e la perdita di
migliaia di posti di lavoro, ha rimarcato l'ex premier.

LO SCONTRO DESTRA-SINISTRA
Da una parte c'è la destra guidata da Berlusconi che si
difende dalle inchieste, non ultima quella su Finmeccanica,
il cui amministratore delegato, Giuseppe Orsi, è stato
arrestato ieri con l'accusa di corruzione. Sarebbe vicino
alla Lega Nord, anche se il segretario del partito e
candidato alla guida della Lombardia (in un testa a testa
con Umberto Ambrosoli, appoggiato dal centrosinistra) si è
affrettato a smentire.

Lo scandalo Finmeccanica segue di poco quello di Saipem, la
società collegata all'Eni che gestisce la rete del gas,
scoppiato lo scorso giovedì quando è trapelata la notizia
che l'amministratore delegato del gruppo energetico a
partecipazione pubblica, Paolo Scaroni, è sotto inchiesta a
Milano per corruzione internazionale. Anche qui si tratta di
commesse estere.

Sullo sfondo rimangono i
processi Ruby e per i diritti tv in cui è indagato a Milano
Berlusconi e la vicenda Monte dei Paschi di Siena, il primo
bubbone scoppiato in campagna elettorale, grazie a
un'inchiesta giornalistica del Fatto Quotidiano, che ha
portato alla luce l'operazione da centinaia di milioni di
euro di derivati per coprire le perdite accumulate negli
scorsi anni.

Qui, ad essere chiamato in causa è il Pd, sul tema delle
nomine della Fondazione Monte Paschi che controlla a
maggioranza la banca, espressione della politica
territoriale storicamente in mano al centrosinistra. È
indagato l'allora presidente della banca, Giuseppe Mussari,
che nel frattempo si è dimesso dalla carica di presidente
dell'Abi, l'Associazione bancaria italiana.

LE REAZIONI DELLA POLITICA
Se il Pdl è impegnato a difendersi a suon di comunicati
stampa, il Pd non è da meno, sul fronte opposto. Per la
capogruppo Pd al Senato ed ex magistrato Anna Finocchiaro,
Pdl e Lega devono fare pulizia, non c'è alcun uso politico
della giustizia: "Da ieri la magistratura italiana accusa
Formigoni di associazione a delinquere e condanna Raffaele
Fitto a 4 anni di reclusione per illeciti in appalti. Si
tratta di due esponenti del Pdl di primo piano, candidati
alle elezioni. Cos'hanno da dire i vertici del partito?".

E cita la vicenda Mps che per diversi giorni ha messo sulla
graticola il Pd e i legami tra politica e fondazioni
bancarie: "Stavolta non basta alzare un polverone su
possibili intrecci, mai provati, né supposti - visto che
nessun esponente del Pd è indagato - tra banche e politica.
Basta con le accuse alla magistratura e fantomatici
complotti: se si ha coraggio, si prendano misure serie per
fare pulizia delle liste".

Emanuele Fiano, collega di partito e candidato per la
Camera in Lombardia commenta: "La realtà è che, dopo anni di
inchieste, una verità di corruzione e di malaffare sta
venendo a galla per molti dei loro principali esponenti. La
condanna di primo grado per corruzione di Fitto, capolista
in Puglia, e la probabile richiesta di rinvio a giudizio per
associazione a delinquere di Roberto Formigoni, sono segni
di un degrado che non è più possibile nascondere". Anche
Antonio Misiani, candidato Pd in Lombardia, parla di una
"stagione politico-affarista durata fin troppo a lungo", "il
sistema di potere leghista-pidiellino è al capolinea e sta
implodendo".

Per il Pdl le inchieste di questi giorni sono l'ennesima
conferma di un'attacco politico-giudiziario. Per Fabrizio
Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, "non può sfuggire che
c'è una articolazione regionale e territoriale in questo
tipo di attacco: dalla Lombardia alla Liguria, dalla
Campania alla Puglia e Calabria", citando i luoghi delle
inchieste che coinvolgono politici e partiti candidati alle
prossime elezioni.

Per Cicchitto deve
continuare la "battaglia garantista" del Pdl sulla
giustizia, "non può essere interrotta neanche per ragioni di
opportunità mediatica come purtroppo è avvenuto in tre casi
in occasione della formazione delle liste". I casi sono
Nicola Cosentino, Alfonso Papa e Marco Milanese, tutti e tre
coinvolti in inchieste giudiziarie e non ricandidati.

Cicchitto, oltre che con la magistratura, ce l'ha anche con
i compagni di coalizione: "Diversamente da ciò che pensano
gli amici di Fratelli d'Italia, noi non viviamo in un Paese
normale, con una magistratura autonoma alle cui valutazioni
obiettive ci si possa rimettere con serenità".

Il vicepresidente della Camera, il Pdl Antonio Leone,
attacca invece Monti, anche lui impegnato in campagna
elettorale. Lo spunto, questa volta, è la vicenda
Finmeccanica: "Quando Orsi è stato nominato presidente e
amministratore delegato di Finmeccanica, Monti non poteva
non essere al corrente delle inchieste già da tempo aperte
dalla magistratura napoletana e del fatto che su molti
giornali già si parlava di una grossa tangente per la
fornitura di elicotteri all'India". Ma Monti ha già
replicato, dicendo che non c'erano i presupposti per un
intervento.

Nel frattempo è diminuito il clamore sulla vicenda Mps,
dopo che il ministro dell'Economia Vittorio Grilli ha
riferito in Parlamento sul prestito da quasi 4 miliardi
dello Stato (sotto forma di Monti bond) per sanare il debito
di Mps.

Per Angelino Alfano, segretario Pdl, non è un caso:
"Lo dico da ex ministro della Giustizia, le mie più vive
congratulazioni alla procura di Siena per come sta
conducendo le indagini sul Monte Paschi di Siena", diceva
ironicamente l'11 febbraio in conferenza stampa. "Non c'è
nessuna intercettazione che esce, nessuna fuga di notizie,
nulla che metta in contatto le leadership politiche con il
management, la custodia cautelare usata con parsimonia.
Invochiamo il modello della procura di Siena non solo per la
sinistra ma per tutti i cittadini italiani". (Public Policy)

LAP

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