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VERSO IL VOTO, LA TORRE: CON INGROIA PER NUOVE LEGGI CONTRO LA MAFIA

09 gennaio 2013

(Public Policy) - Roma, 9 gen - "Io non sono massimalista.
Sono anche siciliano. Prima, quando all'estero qualcuno mi
diceva Sicilia uguale mafia, mi arrabbiavo. Ora nella
campagna elettorale è naturale che si alzino i toni con i
competitori, mi rifiuto di chiamarli avversari. Nella lista
di Ingroia è rappresentata una vasta area e anche quattro
partiti che in passato sono stati su posizioni contrapposte".

Parole di Franco La Torre, figlio di Pio La Torre
(segretario regionale del Pci, ucciso dalla mafia nel 1982),
intervistato da Rachele Gonnelli per il sito di Rifondazione
comunista.

La Torre spiega le ragioni della sua candidatura con
Rivoluzione civile e le ragioni che lo legano al magistrato
Antonio Ingroia: "Nulla nel dettaglio, non sono appassionato
di cronache giudiziarie nonostante mio padre sia stato
ucciso dalla mafia. Mi lega a lui un comune sentire per i
diritti fondamentali che sono alla base del patto
costituzionale della Repubblica nata dalla Resistenza".

Sulle politiche da attuare nella futura legislatura per la
lotta alla mafia, La Torre ha detto: "L'antimafia è di
tutti, fortunatamente saremo in molti nel prossimo
Parlamento e dobbiamo collaborare. La legge sull'esproprio
dei beni mafiosi che porta il nome di mio padre va
aggiornata. È fondamentale colpire i mafiosi nella roba,
dare lavoro mettendo a frutto le confische, seguire le
tracce dei soldi come faceva Falcone".

"Ingroia - ha aggiunto - ha pronta una legge, alla quale ho
dato il mio contributo, per aggredire i capitali di origine
mafiosa, corruttiva e da evasione. Mi auguro che il Pd
collaborerà, Olivero delle Acli ci sta. Sono 300 miliardi
l'anno, il 10% del debito pubblico italiano". (Public Policy)

SOR

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