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VERSO IL VOTO, MONTI: ALLEANZE PER LE RIFORME ALTRIMENTI ALL'OPPOSIZIONE

21 febbraio 2013

(Public Policy) - Roma, 21 feb - "Ho detto molte volte che
per noi è essenziale non stare alla maggioranza o al governo
ma che l'Italia e la politica italiana si svecchino". Mario
Monti in diretta a Corriere.it ribadisce la sua posizioni su
eventuali alleanze post-voto.

Monti chiarisce il suo orientamento programmatico: "Per
riforme strutturali nel mercato del lavoro, nella giustizia,
nelle liberalizzazioni che ci facciano diventare un Paese
moderno. Vedremo chi è d'accordo altrimenti ci batteremo per
questi principi all'opposizione".

E sulla proposta politica del centrosinistra torna ad
essere critico: "Idealmente è a favore dei deboli, ma quel
tipo di cultura mi fa temere (lo abbiamo visto con la
riforma del lavoro) che l'ideologia prevarrebbe sulla
concretezza".

Nessun pericolo comunista all'orizzonte, ma per il premier,
alla guida di Scelta civica, c'è un "freno", una visione del
mondo "arcaica" sul lavoro. Tema, che Monti fa notare, è
affrontato in modo diverso da altre formazioni di sinistra
in Europa, per esempio in Spagna, in Gran Bretagna e in
Germania, con politiche "di altro stampo".

SULLE LIBERALIZZAZIONI IL PARLAMENTO CI HA BLOCCATO
Monti torna sul suo impegno di governo in questo anno e
mezzo e sulla maggioranza politica che l'ha sostenuto.
Liberalizzazioni, riforma della giustizia e legge sulla
corruzione, taglio alla spesa pubblica, sono cose "tutte
sfornate dal Parlamento meno buone da come erano state messe
in forno dal governo". (Public Policy)

LAP

"CON GRILLO IN COMUNE INSOFFERENZA PER POLITICA TRADIZIONALE"
(Public Policy) - Roma, 21 feb - "La protesta di Grillo è un
altro modo di esprimere l'insofferenza verso la politica
tradizionale che io esprimo. La differenza è che stento a
vedere la proposta, che possa trasformare la protesta in
azione per migliorare l'Italia".

Così Mario Monti in diretta su Corriere.it.
Monti teme che gli italiani possano votare un referendum
per l'uscita dall'Euro e per poi scendere in piazza
nuovamente, come in questi giorni, ma questa volta "contro
lo stato catastrofico dell'Italia" in cui sarebbe entrata
dopo l'uscita dalla moneta unica.

Monti ricorda ai partiti che "se avessero solo fatto un
accordo elettorale decente sarebbero meno piene le piazze,
ma ai leader dei principali partiti non conveniva perdere il
potere interno che derivava dal Porcellum (con la nomina dei
componenti delle liste; Ndr)".

"Bisogna associare protesta - più proposta" continua Monti.
Chi può fare proposte non compromesse con la vecchia
politica? si domanda. "Giannino? Ingroia? forse Scelta
civica che ha saputo prendere le decisioni che la politica
per tanti anni ha rinviato". (Public Policy)

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