Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

VERSO IL VOTO, VENDOLA: CON MONTI SU DIRITTI CIVILI E LAVORO DISTANZA ABISSALE

06 febbraio 2013

(Public Policy) - Roma, 6 feb - "Su diritti civici e lavoro
ci sono distanze abissali tra noi e Monti: come si può
pensare di governare insieme?". Nichi Vendola, leader di
Sel, commenta così, durante un Google+ Hangouts sul sito
della Stampa, la sua chiusura al professore e al governo dei
tecnici.

"Sull'agenda di governo - ha detto - non possiamo allearci
con Monti. In Europa ci sono due poli: i conservatori e
progressisti. Il centrosinistra italiano ha diritto a una
vittoria piena e ha il dovere di governare senza ipoteche e
senza scendere a compromessi con il partito delle élite".

Anche se il centrosinistra non avesse la maggioranza in
Senato, per il governatore della Puglia l'alleanza con i
montiani è da escludersi: "Serietà vuole che la coalizione
vincitrice si presenti di fronte alle Camere dicendo 'questo
è il mio programma'. Non possiamo sapere ora quali forze
politiche saranno presenti in Parlamento. Bersani ha detto
che sul lavoro e sulle politiche sociali ci sono troppe
distanze, perché Monti è un classico conservatore europeo,
detto questo, credo che non sia possibile allearsi con lui".

Poi ha aggiunto: "Siamo parte integrante di quel soggetto
che dovrebbe occuparsi più che delle ambizioni del professor
Monti dei danni che il governo dei tecnici ha inflitto
all'Italia".

BERSANI NON PUÒ MUTILARE IL CENTROSINISTRA
Il leader di Sel ha parlato anche del suo alleato politico
Pierluigi Bersani: "Se fossi stato nei suoi panni - ha
spiegato - mi sarei dimesso da segretario del Pd, perché lui
è il capo di una coalizione e candidato premier, è di più di
un partito. È il prodotto di un fenomeno democratico
chiamato primarie, Bersani non ha il potere di mutilare il
centrosinistra di questa sua genesi".

VENDOLA COME BERTINOTTI?
A una domanda se la sua presenza nel governo potesse
ricordare quella di Bertinotti nell'era Prodi, Vendola
risponde: "Sono una garanzia i miei otto anni in Puglia. Se
il premier è Bersani, il programma è quello che ho firmato e
la coalizione è quella del centrosinistra io sarò la
garanzia della stabilità".

E a chi gli chiede quale
ministro vorrebbe nel possibile governo di centrosinistra
risponde: "Il più bravo e quello con più sensibilità
sociale, il ministro Fabrizio Barca. Vorrei che venisse con
noi nell'esperienza del prossimo governo".

BELUSCONISMO È LA STORIA DI UNA NAZIONE
Guardando agli errori della coalizione a cui appartiene,
Vendola ha rimarcato quello che considera il peggiore: aver
pensato di "poter guadagnare la vittoria per forza d'inerzia
dopo che Berlusconi è uscito da Palazzo Chigi, ma non dalla
pancia del Paese. Il berlusconismo è la storia di una
nazione. Credo che in questo caso il centrosinistra abbia
commesso un errore".

Sottolineando l'importanza di arrivare alle urne con un
programma serio in grado di "ridare ossigeno all'Italia", il
leader di Sel ha precisato che un accordo con Monti potrà
eventualmente esserci solo sul tema delle riforme istituzionali.

"Ci sono due terreni su cui camminare nella
prossima legislatura: quello del governo che deve affrontare
il dramma di un'Italia in declino e poi quello delle riforme
dell'architettura dei poteri dello Stato". Su quest'ultimo
punto, un dialogo con il professore è possibile.

DIRITTI CIVILI
"Ho fatto un'intervista - ha detto il governatore pugliese
- raccontando quanto è anacronistico il mio Paese. La
Francia di Hollande ha varato il matrimonio gay e mentre il
conservatore inglese David Cameron si batte per le unioni
omosessuali, noi combattiamo contro gli insulti. Non è
possibile essere imprigionati da questo anacronismo, il
nostro Palmanento è ipocrita e complice di una politica poco
coraggiosa".

"UN SEMPLICE PARLAMENTARE"
Le piacerebbe fare il ministro? "Non lo so. Se potessi
scegliere farei il semplice parlamentare. Però decideremo
insieme come servire al meglio la nostra comunità". (Public
Policy)

SOR

© Riproduzione riservata