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Voucher e dintorni: viaggio tra le proposte alla Camera

voucher 16 dicembre 2016

di Francesco Ciaraffo

ROMA (Public Policy) - Non serviva aspettare il via libera dall'Ufficio centrale per il referendum ai quesiti proposti dalla Cgil per capire che a una porzione del Pd una parte del Jobs act non piace. Furono 29 i deputati dem che non diedero il loro consenso all'approvazione della delega e anche al Senato in 27 espressero contrarietà.

Un dissenso che si è tramutato, nel tempo, anche in iniziative legislative. Alla Camera, infatti, c'è una pdl a prima firma del presidente della commissione Lavoro alla Camera, Cesare Damiano, che votò in modo comunque favorevole al Jobs act, che interviene proprio su uno dei punti al centro di uno dei referendum del sindacato guidato da Susanna Camusso, i voucher.

La pdl, che conta 34 firme, punta a superare la normativa del Jobs act con il ritorno alla legge Biagi del 2003. L'obiettivo, in sostanza, è quello di circoscrivere la possibilità di utilizzare i voucher ad attività "meramente occasionale" con ambiti stabiliti dalla stessa normativa: piccoli lavori domestici a carattere straordinario, compresa l'assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con handicap; dell'insegnamento privato supplementare; piccoli lavori di giardinaggio, nonché di pulizia e manutenzione di edifici e monumenti; realizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritatevoli; collaborazione con enti pubblici e associazioni di volontariato per lo svolgimento di lavori di emergenza, come quelli dovuti a calamità o eventi naturali improvvisi, o di solidarietà.

Circoscritti anche i soggetti che possono beneficiarne, quelli cioè "a rischio di esclusione sociale o comunque non ancora entrati nel mercato del lavoro", oppure "in procinto di uscirne".

Anche questi sono elencati: i disoccupati da oltre un anno; le casalinghe, gli studenti e i pensionati; i disabili e i soggetti in comunità di recupero; i lavoratori extracomunitari, regolarmente soggiornanti in Italia, nei sei mesi successivi alla perdita del lavoro. Una soluzione di mediazione tra l'attuale normativa che ha liberalizzato i buoni lavoro e la richiesta della Cgil che chiede la completa abrogazione dei voucher (il referendum quindi rimarrebbe in campo).

La pdl è stata incardinata in commissione Lavoro a Montecitorio ed è probabile che sia abbinata, anche con un testo unico, con l'identica proposta a firma M5s (la sola differenza è che la pdl 5 stelle prevede anche sanzioni in caso di uso improprio dello strumento).

Più limitato l'intervento della pdl a prima firma Patrizia Maestri (ancora Pd). Il dlgs attuativo del Jobs act ha ampliato fino a 7.000 euro l'anno la possibilità di retribuire prestazioni di lavoro attraverso l'utilizzo dei voucher. La pdl punta a estendere a tutte le categorie di lavoratori, e quindi non solo ai committenti imprenditori o professionisti, come attualmente previsto, il limite di compenso di 2.000 euro annui per ognuna delle attività lavorative che possono essere svolte a favore di ciascun singolo committente.

C'è poi anche un progetto, ancora in bozza, di Si-Sel, che punta ai Comuni voucher free. Ma è probabile che la pdl non sia mai formalmente presentata perchè il partito, da sempre contrario alla riforma del lavoro, punta a sostenere i referendum della Cgil.

Angelo D'Agostino (Sc-Ala) va, invece, in controtendenza, cioè punta a permettere l'utilizzo dei buoni lavoro anche nelle imprese agricole con un volume d'affari sopra i 7mila euro (al momento escluse). La disciplina dei voucher è stata, inoltre, già modificata dallo stesso Governo Renzi.

Con un decreto correttivo è stata introdotta la tracciabilità dello strumento: i committenti imprenditori o professionisti sono tenuti, almeno 60 minuti prima dell'inizio della prestazione, a comunicare alla sede territoriale dell'Inps, mediante sms o posta elettronica, i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, il luogo e la durata della prestazione. Le modalità attuative saranno individuate con un decreto del ministero del Lavoro.

In caso di violazione, scatta la sanzione da 400 a 2.400 euro in relazione a ciascun lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione. Modifiche che potrebbero non essere finite. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha detto che "è possibile" un intervento sui voucher alla luce della "decisione di renderli tracciabili".

Lo stesso ministro si è anche espresso sul referendum Cgil. "Si andrà alle elezioni prima", ha detto, disinnescando una mina potente sotto il Governo ma innescando un giro di polemiche, soprattutto all'interno del Pd (Epifani, per esempio, si è detto pronto a votare Sì).

Nell'ultimo anno si è assistito a un forte aumento del ricorso ai voucher. Secondo l'Osservatorio sulla precarietà dell'Inps, tra gennaio e settembre sono stati venduti 109,6 milioni di voucher, con un incremento, rispetto ai primi nove mesi del 2015, pari al 34,6%. (Public Policy)

@fraciaraffo

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