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Produzione e commercio di vino, la proposta alla Camera

vino 21 settembre 2016

ROMA (Public Policy) - Dallo schedario viticolo, istitutito dal Mipaaf e gestito dalle Regioni, alla definizione del periodo entro cui è consentito raccogliere le uve ed effettuare le fermentazioni e le rifermentazioni dei prodotti vitivinicoli. Senza scordare norme ad hoc sulla vendita dei prodotti.

Sono questi i principali contenuti su salvaguardia, produzione e commercializzazione del vino e dei prodotti della vite contenuti nei titoli I e II della proposta di legge approvata in aula alla Camera.

Vediamo nel dettaglio le norme contenute nella prima parte della pdl:

SALVAGUARDIA VINO
Il vino e i territori viticoli, questo è il punto di partenza del nuovo progetto di legge, sono considerati come parte del "patrimonio ambientale, culturale, gastronomico e paesaggistico italiano" e "frutto di un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni". Quindi, da salvaguardare.

PRODUZIONE
Innanzitutto si stabilisce che possono essere "impiantate, reimpiantate o innestate per la produzione dei prodotti vitivinicoli stabiliti dal Regolamento Ue 1308 del 2013 soltanto le varietà di uva da vino iscritte" nell'apposito registro nazionale "e classificate per le relative aree amministrative come varietà idonee alla coltivazione o in osservazione, escluse le viti utilizzate a scopo di ricerca e di sperimentazione".

Il regolamento Ue 1308 stabilisce l'organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli e, con riguardo al vino, oltre la sua definizione, elenca le categorie di prodotti, tra cui: vino nuovo, vino liquoroso e vino spumante.

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SOR-IAC

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