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VIOLENZA DONNE, 15 PUNTI SU CUI DEVE ORIENTARSI L'AZIONE DI GOVERNO

femminicidio 04 giugno 2013

stop-violence-against-women

LA MOZIONE APPROVATA ALLA CAMERA. RIPRISTINATO IL FONDO CONTRO LA VIOLENZA

(Public Policy) - Roma, 4 giu - "La Camera impegna il
Governo ad adottare, sostenere ed accelerare ogni iniziativa
normativa, nazionale ed internazionale, volta a recepire
nell'ordinamento interno, quanto contenuto nella Convenzione
d'Istanbul nel rispetto dello spirito della stessa, che si
fonda sulle linee guida necessarie ad un'efficace lotta alla
violenza contro le donne". È il primo punto della mozione
sulla violenza contro le donne approvata oggi all'unanimità
dalla Camera.

Gli altri impegni a cui il Governo dovrà tener fede sono:
1. adottare tutte le misure di carattere amministrativo
idonee a promuovere una cultura che renda effettivo il pieno
riconoscimento dei diritti umani delle donne, la loro
dignità, libertà ed uguaglianza;

2. promuovere ogni azione di contrasto a persecuzioni,
sfruttamento, violenza contro le donne, le bambine e i
bambini e contro il femminicidio;

3. predisporre e attuare un nuovo Piano nazionale contro la
violenza, le molestie, gli atti persecutori, i
maltrattamenti sulle donne, fondato sulla prevenzione,
protezione e certezza della pena;

4. istituire in tempi rapidi un Osservatorio permanente
nazionale nel quale convergano flussi stabili di dati,
introdurre nelle scuole di ogni ordine e grado specifici
progetti e corsi di educazione all'affettività e alle
relazioni;

5. la promozione e il sostegno, nelle università, degli
studi di genere, con risorse adeguate;

6. favorire una corretta formazione di operatori sanitari,
sociali, del diritto, dell'informazione e delle forze
dell'ordine al fine di assicurare alla vittima aiuto e
supporto adeguati;

7. promuovere campagne di sensibilizzazione, numeri verdi,
numeri di pubblica utilità in diverse lingue;

8. promuovere, nell'esercizio dell'attività giornalistica,
nei messaggi pubblicitari, nei palinsesti e nelle
trasmissioni di radio e televisione, nei nuovi media, anche
attraverso metodologie di autoregolamentazione, il rispetto
della dignità delle donne e della soggettività femminile,
nonché a prevenire ogni forma di discriminazione di genere o
femminicidio;

9. potenziare i servizi e le misure di assistenza delle
vittime di violenza, prevedendo un'organica risposta a
livello territoriale, che coinvolga associazioni, centri
antiviolenza, reti, movimenti ed istituzioni;

10. la protezione delle donne e dei loro figli, anche
mediante la destinazione di immobili o porzioni di immobili
pubblici in tutto o in parte utilizzati;

11. favorire, in questo quadro, la collaborazione e la
cooperazione tra i soggetti pubblici e privati (pronto
soccorso, sportelli, forze dell'ordine, associazioni,
servizi sociali e comunali, uffici giudiziari) e promuovere,
su tutto il territorio nazionale in accordo
con la conferenza Stato-Regioni, un sistema pubblico
integrato di servizi, che assicuri anche la presenza di
mediatori culturali a tutela delle donne di altri Paesi;

12. riconsiderare e rivisitare la legislazione vigente -
anche attraverso la disposizione di apposite indagini
conoscitive - in particolare per il femminicidio, al fine di
individuare idonei strumenti di protezione e assistenza
delle vittime e condizioni di procedibilità dei reati,
garantendo celerità nei processi ed effettività della pena;

13. individuare un'assistenza specifica per i minori, che
siano state vittime, dirette o indirette dei fenomeni di
persecuzione e di violenza;

14. ripristinare ed implementare il fondo a sostegno del
Piano nazionale di azione contro la violenza sulle donne in
ogni forma ed espressione;

15. presentare alle Camere annualmente una relazione sullo
stato di attuazione del nuovo Piano nazionale antiviolenza,
delle normative e dei dati elaborati dall'Osservatorio.
(Public Policy)

LAP

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