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VIOLENZA DONNE, MERCOLEDÌ AL SENATO IL VOTO DEFINITIVO SU CONVENZIONE ISTANBUL

donne 07 giugno 2013

VIOLENZA DONNE, COMMISSIONE ESTERI RATIFICA CONVENZIONE DI ISTANBUL

(Public Policy) - Roma, 7 giu - Mercoledì prossimo arriva in
Aula la Convenzione di Istanbul, finiti i lavori in
commissione Affari esteri al Senato, dove è stato adottato
un testo unico. È il secondo voto e il definitivo sulla
proposta di legge di ratifica della Convenzione per
combattere la violenza contro le donne.

"Abbiamo avuto una discussione bella e serrata, dove c'è
stata un'ampia condivisione - commenta Emma Fattorini, Pd,
relatrice del provvedimento - mercoledì avremo il voto
definitivo".

Insieme alla Convenzione, come già avvenuto alla Camera,
sarà messa ai voti una mozione che impegnerà il Governo su
alcuni punti applicativi: "Abbiamo già pronta una mozione
che spero sarà votata all'unanimità che sollecita
soprattutto due cose: le richieste di un minimo di
finanziamento perché abbiamo bisogno di sostenere i centri
antiviolenza e l'impegno a spingere verso gli altri stati
per la ratifica. Ce ne vogliono almeno 10 perché la
Convenzione entri in funzione, noi siamo il quinto e in
Europa ci siamo solo noi e il Portogallo".

Per Fattorini è "molto probabile" un voto sulla Convenzione
all'unanimità (come già per la Camera).

Ma insieme alla soddisfazione per il risultato c'è anche timore:
"L'unica cosa che non mi convince è il fatto che l'Italia ha una
sensibilità sui diritti umani che è inversamente
proporzionale alla capacità di applicarli
. Siamo bravissimi
a dire cosa non si deve fare ma poi abbiamo altissimi
livelli di femminicidio e bassissimi tassi di partecipazione
delle donne al mercato del lavoro. La ratifica è una cosa
importantissima, ci ha risvegliato, a noi politici, ed ha
risvegliato l'opinione pubblica e i media ma dobbiamo far sì
che ora sia applicata".

La nota del Governo sulla definizione di genere crea dei
problemi? Conclude Fattorini: "È una precisazione che non
tocca l'applicazione della convenzione".

L'ENTRATA IN VIGORE
La Convenzione per diventare effettiva dovrà essere
ratificata da almeno dieci Stati, di cui otto Stati membri
del Consiglio d'Europa. La firma è aperta ai membri del
Consiglio d'Europa, agli Stati che hanno preso parte alla
redazione del testo e che godono dello status di osservatore
presso l'Organizzazione: Stati Uniti, Canada, Giappone,
Messico e Santa Sede. L'ha chiarito Fattorini nella sua
relazione in commissione Affari esteri. Ad oggi, 29 Paesi
hanno firmato la Convenzione (17 dell'Unione europea) ma
soltanto quattro Paesi l'hanno ratificata: Turchia, Albania,
Portogallo e Montenegro. L'Italia sarà il quinto.

Il viceministro degli Esteri Lapo Pistelli ha chiarito in
commissione che il Governo sta già facendo "un'opera
di sensibilizzazione a favore della stipula e della ratifica
della Convenzione. Anche per merito italiano il tema della
violenza sulle donne è stata inserita tra gli impegni che
l'Unione europea porterà in sede Nazioni Unite
per gli
obiettivi di sviluppo del post 2015. Inoltre in tutti gli
incontri bilaterali il Governo italiano chiede un impegno
alla ratifica alla Convenzione" si legge nel resoconto della
seduta della commissione di mercoledì. (Public Policy)

LAP

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