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VISTI DA FUORI, BERSANI: PRONTI A COLLABORARE CON MONTI, NO A SCAMBI DI FAVORE

14 gennaio 2013



(Public Policy) - Roma, 14 gen - "Se fosse necessario per
garantire in Italia un governo stabile, cosa offrirebbe a
Monti? Il bis? O il Quirinale?". Il segretario Pd, Pierluigi
Bersani, rispondendo alla domanda di Anthony Faiola del
Washington Post, glissa un po': "Noi siamo pronti a
collaborare. Non a uno scambio di favori ma a stringere un
patto per le riforme e la ricostruzione del Paese".

Nell'intervista al quotidiano statunitense, il segretario
Pd si preoccupa di lanciare un messaggio rassicurante al
mondo della finanza su un futuro governo di centrosinistra:
"I mercati non hanno nulla da temere purchè accettino la
fine dei monopoli e delle posizioni dominanti".

Il Pd è una garanzia per l'Europa, gli Stati Uniti e i
mercati: "Siamo noi che abbiamo portato l'Italia nell'euro.
È Berlusconi che l'ha portata a deragliare. Siamo il partito
più europeista nel nostro Paese. Non un partito socialista,
ma un partito democratico".

"Capisco - aggiunge - che sembra strano vedere la sinistra
italiana che apre ai mercati. Ma questo deriva dal fatto che
in Italia, la destra non ha una vera tradizione di libero
mercato, tende a dare più potere allo Stato, essendo a sua
volta fortemente influenzata dalle lobby".

"Confermeremo l'austerità - prosegue il leader del Pd - ma
accompagnandola con politiche per la crescita. È una
questione che le forze progressiste europee stanno
discutendo. Lo stesso Obama chiede agli europei di
affrontare il tema".

Alla domanda sul perchè il
Pd sembra restare a guardare lo scontro elettorale tra Mario
Monti e Silvio Berlusconi, Bersani risponde: "Berlusconi è
il responsabile della fine anticipata del governo Monti. E
Monti non l'ha apprezzato per niente. Noi abbiamo mantenuto
la nostra promessa di sostenere Monti fino alla fine,
abbiamo mantenuto la nostra promessa sebbene non fosse
facile. Così ora noi stiamo a guardare".

POLITICA ESTERA IN AFGHANISTAN
In caso di vittoria elettorale Bersani aprirà una
discussione con gli alleati sull'impegno in Afghanistan. "La
nostra politica è essere leali verso gli alleati senza però
tacere, siamo interessati a discutere con i nostri alleati,
a rivedere gradualmente la nostra presenza in Afghanistan,
come sta facendo Obama. Vogliamo che il nostro Paese e
l'Europa siano più presenti nel Mediterraneo - ha proseguito
- e discutere lealmente di questo con gli Stati Uniti perchè
crediamo che Italia ed Europa possano incoraggiare
un'evoluzione positiva della Primavera Araba e un suo esito
democratico". (Public Policy)

SOR

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