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VISTI DA FUORI, ECONOMIST: 'RED LETTA DAY' OVVERO RIFORME URGENTI ED ELEZIONI

Finanziamento partiti, Letta: in Cdm manteniamo la promessa 26 aprile 2013

(Public Policy) - Roma, 26 apr - "Se riuscirà ad ottenere
abbastanza sostegno sia a destra che a sinistra in entrambe
le Camere, Enrico Letta potrebbe guidare uno dei migliori
governi che l'Italia ha visto in molti anni". La valutazione
arriva dal settimanale britannico Economist, in un articolo
pubblicato in anteprima sul web, ma programmato per la
'print edition', l'uscita cartacea di domani. Un servizio
che esprime tutte le aspettative riposte anche all'estero
nel vice segretario Pd e incaricato premier, a partire dal
titolo "Red Letta Day", che riprende l'espressione "red
letter day" usata dagli anglosassoni per indicare eventi
storici importanti.

"Dopo il pasticcio del risultato elettorale - scrive il
magazine londinese - e due mesi senza un governo, l'Italia
sembra trovare una solida amministrazione riformista. Date
le alternative disastrose, la reazione dei mercati è stata
quasi euforica: i bond italiani decennali sono scesi sotto
la soglia del 4%, la più bassa in quasi 30 mesi".

Un uomo, Letta, secondo l'Economist, "intelligente e con
buone relazioni". L'articolo riporta del suo passato da Sottosegretario
alla presidenza del Consiglio con il Governo Prodi nel
2006-08, e parla di una "figura ben vista in Europa". Nipote
del braccio destro di Berlusconi, Gianni Letta, lui stesso
ha cominciato a destra dello spettro politico, ed è ora
nell'area di destra del centro sinistra. "Crede nell'Unione
europea, nell'euro, e nella necessità di riforme strutturali
in Italia".

Ma Enrico Letta, commenta
il settimanale britannico, è anche un uomo del vecchio e
screditato sistema politico, della "casta che per anni si è
assegnata privilegi e gratifiche". L'Italia, si legge
nell'articolo "ha i parlamentari europei più pagati, anche
se gli elettori hanno attraversato 15 anni praticamente
senza crescita economica". L'ultimo fallimento della "casta"
per l'Economist è stata poi l'incapacità di scegliere un
nuovo presidente della Repubblica dopo 5 scrutini.

"Il sistema politico italiano non funziona", taglia corto
l'Economist. "Dopo 15 mesi di governo del non eletto Monti,
gli italiani hanno votato con decisione contro di lui. Ora
si ritrovano Letta, che è un leader del suo partito, ma non
era candidato premier". Né il suo incarico, si legge ancora,
"riflette il desiderio di cambiamento degli elettori".

L'alternativa alla vecchia politica, è il Movimento 5
stelle di Beppe Grillo, "che almeno era una faccia nuova con
una sana diffidenza verso la 'casta'. Ma il suo rifiuto di
aiutare l'elezione del presidente della Repubblica, o di
supportare qualsiasi governo di coalizione, e i suoi
attacchi al concetto di democrazia rappresentativa,
suggeriscono che non rappresenti la risposta per coloro che
vogliono le riforme politiche ed economiche di cui l'Italia
ha bisogno".

Lo scenario migliore, ora, per l'Economist, sarebbe quello
dove Enrico Letta "riesce a portare a termine alcune riforme
urgenti - una nuova legge elettorale che riduce il potere
dei baroni dei partiti; una riduzione del numero e degli
emolumenti dei parlamentari; tagli agli sprechi degli enti
locali, ulteriori riforme del mercato del lavoro per
incentivare l'occupazione giovanile - e poi, più avanti
durante l'anno, il presidente Napolitano indica nuove
elezioni". (Public Policy)

LEP

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