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VISTI DA FUORI, LA MERCE DI SCAMBIO DEL GUARDIAN E L'ODORE DI CHANCHULLO DI EL PAIS

SONDAGGIO SWG: PDL AL 27,6%, PD AL 24%, M5S AL 21,8% 18 aprile 2013

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VISTI DA FUORI, GUARDIAN: LE ELEZIONI PRESIDENZIALI DIVENTATE MERCE DI SCAMBIO
(Public Policy) - Roma, 18 apr - Le elezioni del nuovo Capo
dello Stato "è un processo oscuro, fatto di strani accordi
politici, ma oggi lo è diventato ancora di più. In Italia la
presidenza della Repubblica è diventata una merce di scambio
politica nella battaglia per formare un nuovo governo".

Lizzy Davies, corrispondente da Roma del Guardian,
sintetizza così l'elezione della più alta carica dello Stato
e aggiunge: "Anche se solo simbolicamente, la presidenza
italiana è stata paragonata a una fisarmonica che può
espandersi e contrarsi a seconda delle necessità.
Nell'ultimo anno questa fisarmonica è stata utilizzata più
che mai. Quando nel novembre 2011 il Governo Berlusconi è
crollato è stato il presidente Giorgio Napolitano a optare
per il Governo tecnico di Mario Monti".

E ora l'Italia si appresta a votare il successore di
Napolitano "che all'età di 87 anni - scrive - è giunto alla
fine del suo mandato settennale. La scelta di un nuovo capo
dello Stato è sempre importante per l'Italia, ma questa
volta vista, l'assenza di un nuovo governo, le lancette
dell'orologio vanno più veloci e la scelta diventa
fondamentale". Infatti spetterà al suo successore "decidere
se provare a formare un nuovo governo o ritornare alle urne
(soluzione che in realtà sembra l'unica percorribile)".

"Quest'elezione è estremamente importante perché il
presidente della Repubblica resterà in carica per sette
anni, senza interruzioni", spiega al Guardian Gianfranco
Pasquino, politologo ed ex senatore della Sinistra
indipendente.

"Egli ha il potere -
continua - sia di nominare il presidente del Consiglio che
di sciogliere il Parlamento; il capo dello Stato in questo
momento è l'uomo più potente, soprattutto di fronte alla
debolezza dei partiti".

"Nel lungo e angoscioso periodo - continua Davies -
trascorso dopo le elezioni di febbraio 'Re Giorgio' (così è
stato soprannominato dai media), ancora una volta ha avuto
un ruolo centrale. Ma a causa delle restrizioni
costituzionali dei suoi poteri non ha potuto sciogliere le
Camere per indire nuove elezioni".

"Con l'accordo su Franco Marini candidato al Quirinale, tra
il centrosinistra di Pier Luigi Bersani e il centrodestra di
Silvio Berlusconi, si apre la strada per un nuovo governo di
larghe intese. Ma il candidato Pd scelto da Bersani sembra
spaccare subito il partito, che sul nome del candidato
cattolico si divide".

"Gli scontenti del Pd potrebbero appoggiare già dalla prima
votazione il candidato del Movimento 5 stelle, Stefano
Rodotà, giurista e uomo di sinistra". E conclude Davies: "Ma
in Italia si sa: quando un politico entra papa esce sempre
cardinale". (Public Policy)

VISTI DA FUORI, EL PAIS: MARINI SPACCA IL PD, PER "L'ODOR DE CHANCHULLO"
(Public Policy) - Roma, 18 apr - "El problema es che el
acuerdo con los extraños ha provocado un gran desencuentro
entre los propios". Il problema è che l'accordo con gli
altri ha provocato un gran disaccordo con i propri. Il
quotidiano spagnolo El Pais, in un articolo dedicato alle
elezioni del presidente della Repubblica, sottolinea la
spaccatura emersa nel Pd dopo la proposta di Franco Marini,
come "nome condiviso" con le forze di centrodestra.

"Un settore del Partito democratico - riferisce il giornale
iberico - nel quale spicca Matteo Renzi, il giovane sindaco
di Firenze, ha criticato con durezza la proposta di Bersani,
e ha annunciato apertamente la sua opposizione".

El Pais definisce Marini un ex politico di 80 anni, ed ex
sindacalista cattolico. L'opposizione interna del Pd arriva,
secondo la testata spagnola, "non solo perché Franco Marini
non gli pare un candidato della statura adatta al compito -
'è un candidato del secolo passato' lo ha definito Renzi -
ma anche per l'odore di 'inciucio' (chanchullo) che circonda
qualsiasi accordo con Berlusconi".

Si ricorda poi la riunione del Pd di ieri sera, in cui 222
hanno votato a favore della candidatura di Marini, 90
contro, 21 astenuti.

Se nonostante le divergenze interne al centrosinistra,
Marini verrà eletto, inizierà a emergere un'altra incognita
non minore, scrive ancora El Pais. "L'accordo tra Bersani e
Berlusconi include un patto per sbloccare la formazione del
nuovo Governo?". (Public Policy)

VISTI DA FUORI, LIBERATION: CON MARINI PATTO DI "NON AGGRESSIONE" TRA PD E PDL
(Public Policy) - Roma, 18 apr - Con la candidatura di
Franco Marini al Quirinale Pier Luigi Bersani "ha
sottoscritto un di patto di 'non aggressione' con il
centrodestra di Silvio Berlusconi".

È questa l'interpretazione che il quotidiano francese
Liberation da della scelta condivisa (tra Pd e Pdl) di candidare al
Quirinale l'ex presidente del Senato, Franco Marini.
"Il presidente della Repubblica - si legge - che di solito
ha un ruolo del tutto istituzionale in Italia, in questa
difficile fase politica diviene molto importante.

L'obiettivo dei negoziati tra Pd e Pdl è stato quello di
identificare una persona vicina alla sinistra, che però non
fosse nemico di Silvio Berlusconi, afflitto dalla minaccia
dei processi giudiziari, che un capo dello Stato 'amico'
potrebbe perdonare".

"Un compromesso sul presidente della Repubblica - si legge
ancora nel quotidiano vicino al Partito socialista -
potrebbe risolvere lo stallo per la formazione del nuovo
governo: Bersani, dopo il tentativo fallito a fine marzo,
spera che il nuovo capo dello Stato affidi ancora una volta
a lui le redini per la formazione di un governo. Una linea
che causa gravi tensioni all'interno del Pd di Bersani, gran
parte del quale pensa ad un accordo con Berlusconi come a un
patto con il diavolo".

"L'annuncio del nome di Marini ha però scatenato subito
scompiglio nella sinistra italiana", continua il quotidiano
transalpino che cita le parole di Matteo Renzi, sindaco di
Firenze, arrivate subito dopo l'annuncio di Bersani: "Penso
che ci siano molte persone che non voteranno per lui, il Pd
si dividerà".

"Bersani come vincitore apparente delle elezioni, ha avuto
la possibilità di scegliere tra l'alleanza con Berlusconi o
con il Movimento 5 Stelle. Ma ha scelto l'accordo con il
Cavaliere". (Public Policy)

VISTI DA FUORI, TELEGRAPH SU MARINI: FUMATORE DI PIPA E POLITICO COMPETENTE
(Public Policy) - Roma, 18 apr - "The pipe-smoking
80-year-old is seen as having formidable political skills"
(L'80enne fumatore di pipa è visto come uno dalle capacità
politiche formidabili). Così il quotidiano più diffuso in
Australia, il Daily Telegraph di Sidney, in un articolo
dedicato a Franco Marini e all'elezione del presidente della
Repubblica in Italia.

"Marini - si legge - è un ex democristiano ed ex leader del
sindacato cattolico Cisl, ed è stato presidente del Senato
tra il 2006 e il 2008. È cresciuto in una modesta famiglia
in un villaggio in Abruzzo, una regione montagnosa".

Il suo "mentore politico - si legge ancora - l'ex ministro
Carlo Donat-Cattin, ha detto una volta di lui che 'uccide
con un silenziatore'. Ma i dissidenti nel partito di Bersani
- guidato dal 38enne sindaco di Firenze Matteo Renzi - hanno
detto che non voteranno per una figura dell'establishment".

"Imprenditori, sindacati e la Chiesa cattolica romana -
conclude il quotidiano australiano - hanno fatto appelli
sempre più disperati ai politici affinchè mettano da parte
le loro differenze mentre il Paese vive la sua peggiore
recessione dal dopoguerra". (Public Policy)

SOR-LEP-GAV

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