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VISTI DA FUORI, HUFFPOST CANADA: "DA VOI CONVIVONO SPORT, POLITICA E RAZZISMO"

VISTI DA FUORI, THE GUARDIAN: L'ITALIA HA UN SERIO PROBLEMA CON IL RAZZISMO 29 maggio 2013

VISTI DA FUORI, HUFFPOST CANADA: "DA VOI CONVIVONO SPORT, POLITICA E RAZZISMO"

(Public Policy) - Roma, 29 mag - Parte citando Winston
Churchill e finisce sottolineando le differenze tra il resto
d'Europa, gli Stati Uniti e l'Italia per quanto riguarda "il
rispetto delle differenze". Rondi Adamson è una giornalista
dell'Huffington Post Canada, ha vissuto per anni in Europa e
nel suo ultimo post, intitolato "Italia, dove sport,
politica e razzismo cenano insieme", parla del nostro Paese
partendo dalle storie del ministro dell'Integrazione Cécile
Kyenge (criticata per il colore della pelle da parte della
destra radicale e dall'eurodeputato della Lega Mario
Borghezio) e dell'attaccante del Milan (e della Nazionale)
Mario Balotelli.

Gli italiani, scrive Adamson citando Churchill, "perdono le
guerre come se fossero partite di calcio e le partite di
calcio come se fossero guerre". Nel 2013 "il mondo dello
sport e quello della politica italiana si rispecchiano l'un
l'altro nelle sfortunate esperienze di Cécile Kyenge e Mario
Balotelli come vittime di abusi razziali".

Va detto - precisa la giornalista - che gli italiani che si
comportano così "non rappresentano la maggioranza". Ma il
problema, sottolinea, "persiste, aggravato da una serie di
fattori". Che Adamson elenca rapidamente: la crisi economica
e l'emergere di nazionalismi; la mancanza di una reale
volontà di affrontare alla radice il fenomeno degli ultras;
la tolleranza per l'esistenza di gruppi neofascisti in
Italia (e qui la giornalista canadese parla della facilità
con cui si possono acquistare in Italia gadget di Benito
Mussolini).

"Non c'era razzismo 40 anni fa perché non c'erano gli
italiani non bianchi", scrive poi Adamson riportando le
parole di James Walston, professore di Scienze politiche
all'American University di Roma. "È necessario l'altro per
odiare l'altro. Ci vorrà molto tempo - continua il
professore - per l'Italia per raggiungere il tipo di
accettazione multiculturale che c'è nel resto d'Europa e
negli Stati Uniti". (Public Policy)

GAV

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