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VISTI DA FUORI, LE 6 COSE CHE NON VANNO IN ITALIA SECONDO IL GUARDIAN

2270023981_0ded8b34c7_z 21 febbraio 2013

mezzogiorno

(Public Policy) - Roma, 21 feb - Il quotidiano britannico
Guardian elenca "sei cose che non vanno in Italia": il Pil
pro capite; il trattamento delle donne; il sistema
giudiziario; la criminalità organizzata e la corruzione; la
politica; e infine il divario tra nord e sud.

Nel lungo articolo pubblicato sul sito del giornale,
l'autrice Lizzie Davies, corrispondente da Roma, spiega che
"la persona eletta per guidare l'Italia nel prossimo
week-end avrà una lista formidabile di cose da fare". E
propone ai lettori, nei commenti, di suggerire le loro
soluzioni.

1 - IL PIL PRO CAPITE
Il Pil pro capite italiano annuo riporta una tavola
collegata all'articolo, è passato da 19,3 mila dollari a
36,1 mila dollari dal 2000 al 2013. Quello tedesco da 22mila
a 44mila. "Con gli effetti dell'austerità, e le paure sulla
capacità di crescita nel lungo termine, non stupisce che la
situazione economica italiana sia stata al centro del
dibattito elettorale".

Il Paese, scrive il quotidiano progressista, "si trova
nella sua recessione più lunga da vent'anni, con una
disoccupazione che supera l'11% e una disoccupazione
giovanile di più del 36%. Merito del Governo Monti, per il
Guardian è "aver evitato il disastro e ristabilito la
fiducia dei mercati sull'Italia".

Ma per gli economisti, riporta il quotidiano inglese, "c'è
ancora molto da fare". Tra i punti critici: la mancanza di
competitività, le risorse non utilizzate del mercato del
lavoro (giovani e donne), una profonda riforma dei mercati
dei prodotti e di isituzioni come la giustizia e
l'istruzione. La grande paura "è che dalle elezioni non
uscirà un governo forte e responsabile, ma ancora più
instabilità politica, che l'Italia non può permettersi".

2 - IL TRATTAMENTO DELLE DONNE
Due anni dopo le grandi manifestazioni contro il "bunga
bunga", le donne italiane, scrive il Guardian, sono ancora
in difficoltà, trattenute da "inveterate attitudini
culturali", servizi pubblici inadeguati, e mancanza di
rappresentanza. In molti casi hanno una migliore istruzione
degli uomini, "ma hanno probabilità molto più basse di
ottenere lavori pagati".

Il rating Ocse sull'impiego femminile è del 46,5%, migliore
solo di quello greco, messicano e turco (tra le economie
avanzate). Nel dibattito politico, segnala Davies, comincia
a esserci qualche attenzione per il tema, "ma è tutto da
vedere se il prossimo governo trasformerà la retorica in
azioni concrete".

3 - LA GIUSTIZIA CHE NON FUNZIONA
"Slow moving, hugely bloated and sometimes alarmingly
politicised". La giustizia italiana per il Guardian è lenta,
pesantemente ingolfata e a volte politicizzata in modo
allarmante. Secondo un rapporto del Consiglio europeo dello
scorso anno, gli sprechi del sistema giudiziario potrebbero
ammontare all'1% del Pil.

"Paola Severino, ministro con il governo Monti, ha tentato
di migliorare la situazione con riforme e tagli stimati per
80 milioni, per migliorare l'efficienza. Ma come lei stessa
ha detto: 150 anni di cattiva gestione non si possono
cancellare con un breve governo tecnico".

L'Italia, prosegue il Guardian, "è tra i Paesi più
litigiosi d'Europa". Con 2,8 milioni di cause solo nel 2011,
240mila avvocati, 5,5 milioni di cause civili e 3,4 milioni
di cause penali lo scorso anno, "semplicemente il sistema
non può funzionare".

4 - CRIMINALITÀ ORGANIZZATA E CORRUZIONE
"Se c'è un'industria che non ha sofferto la crisi in Italia
quella è il crimine organizzato". L'Italia, con le sue tre
grandi mafie, dice il Guardian, "è un hub per le attività
illecite organizzate", anche se "la loro natura è cambiata
nel tempo". È ormai lontano il tempo dei padrini e della
mafia solo al sud: "La 'Ndrangheta per esempio domina il
mercato europeo della cocaina, e i contratti per Milano Expo
2015 sono sotto inchiesta per coinvolgimenti mafiosi".
La corruzione è l'altra grande piaga indicata dalla
giornalista inglese. Che ricorda i dati della Corte dei
conti: 60 miliardi all'anno in corruzione.

5 - LA POLITICA
L'Italia ha avuto più elezioni nazionali di ogni altro
grande Paese europeo dalla Seconda guerra mondiale. "Dal
1945 a oggi solo un governo è durato 5 anni (i Governi
Berlusconi II e III dal 2002 al 2006; Ndr). In queste
elezioni, il numero possibile di risultati e combinazioni di
partiti "è scoraggiante anche per i più appassionati di
politica italiana". Un risultato, niente affatto scontato,
esprimerebbe bene "la vacuità della politica italiana": se
il centrosinistra vincerà alla Camera ma nessuno controllerà
il Senato, "il risultato più probabile saranno... altre
elezioni. E disordine politico ed economico".

6 - IL DIVARIO TRA NORD E SUD
"Rimane da capire, 150 anni dopo l'unificazione, quanto di
questa sia ancora da compiere". Il Pil pro-capite, riporta
il Guardian, al sud è del 40% inferiore in media rispetto al
nord, "una situazione invariata negli ultimi 30 anni e
peggiorata con la recessione". Il Guardian cita l'appello
Svimez al prossimo governo. Per il sud, ha dichiarato il
presidente Adriano Giannola, "servono soprattutto
strategie". (Public Policy)

LEP

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