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VISTI DA FUORI, NYT & THE GUARDIAN: SU GIANNINO UNO, SULL'ITALIA GIUSTA DI BERSANI L'ALTRO

2270023981_0ded8b34c7_z 21 febbraio 2013

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NYT: NONOSTANTE LE BUGIE GIANNINO HA UN FEDELE SEGUITO
(Public Policy) - Roma, 21 feb - Nonostante la vicenda dei
falsi titoli accademici, "Oscar Giannino ha mantenuto un
fedele seguito", il suo movimento "pro-business,
liberal-libertario ('Act to Stop the Decline', traduzione
inglese di Fare per Fermare il declino; Ndr) promette di
tagliare le tasse di 5 punti percentuali in 5 anni" e lo fa
indicando, "come molti dicono", un percorso credibile "a
differenza degli altri partiti". Lo scrive sul New York
Times Elisabetta Povoledo, corrispondente da Roma del
quotidiano liberal Usa.

"Il gioco è una delle strategie della particolare
campagna" di Fare, si legge ancora sul Nyt, che cita flash
mob e "un uso esperto dei social media". Il quotidiano Usa
non manca di citare i protagonisti a stelle e strisce del
movimento liberista italiano, "Michele Boldrin della
Washington University di St. Louis, Missouri, Sandro Brusco
della Stony Brook University di New York State, e Andrea
Moro della Vanderbilt University, Tennessee".

Il vincitore previsto resta comunque, sottolinea la
corrispondente da Roma, il Partito democratico, almeno alla
Camera, seguito "dal Movimento 5 stelle del comico Beppe
Grillo", che punta sulla "disaffezione degli italiani nei
confronti della classe politica".

Una regione dove Fare per Fermare il declino stava, secondo
il quotidiano Usa, crescendo, era la Lombardia: "Ma la
popolarità del gruppo potrebbe essere stata intaccata in
qualche modo dalle rivelazioni di questa settimana sul fatto
che Giannino abbia mentito sulle sue credenziali
accademiche".

L'articolo del Nyt parte dalla lettera sul rimborso Imu che
il Pdl ha inviato a milioni di italiani, prendendola come
spunto per dire che la riduzione delle tasse rimane il tema
centrale della campagna elettorale italiana. (Public Policy)

GAV

GUARDIAN: ALL'ITALIA GIUSTA DI BERSANI SERVE UNA GIUSTA EUROPA
(Public Policy) - Roma, 21 feb - "'The Right Italy',
l'Italia Giusta, è il motto del Pd di Pier Luigi Bersani.
Per il leader democratico questo significa un Paese
restaurato, anche dal punto di vista morale. Ma, come lui
stesso lascia intendere, 'L'Italia giusta' ha bisogno di una
'giusta Europa', di cui far parte".

Cosi il Guardian torna a parlare delle elezioni politiche
in Italia, in un editoriale pubblicato sul sito del
quotidiano progressista inglese. "La crisi economica europea
- si legge - e le politiche di austerità messe in campo
hanno avuto un effetto negativo sulla democrazia in quasi
tutti gli Stati membri. I politici al potere hanno dovuto
difendere le decisioni europee, anche quando privatamente
credevano fossero sbagliate".

In Italia, a tre giorni dalle elezioni politiche, "Silvio
Berlusconi continua a riemergere per l'ennesima volta,
lanciandosi tra la gente come il salvatore nei confronti
dell'Europa senza cuore e della rigorosa Germania". E
Berlusconi in tutta la campagna elettorale "ha sottolineato
questo messaggio promettendo agli italiani la restituzione
dell'Imu, la tassa sulla casa pagata nel 2012 e reintrodotta
dal premier uscente, Mario Monti".

"Anche i sondaggi di qualche giorno fa - continua il
quotidiano inglese - mostravano che la campagna di
Berlusconi funzionava, segnando anche un indebolimento della
coalizione di centrosinistra guidata da Bersani. Mentre la
coalizione centrista di Monti e il Movimento 5 stelle,
l'anti-partito guidato da Beppe Grillo, si attestano intorno
al 15%".

"Ma questo tipo di calcolo - continua il giornale inglese -
non è una buona notizia. Le prossime elezioni potrebbero
finire con una coalizione tra Bersani e Monti, che sarebbe
un risultato poco brillante".

"Sarebbe un momento infelice per l'Italia - prosegue -.
Berlusconi è stato per tre volte premier, ha promesso ma mai
mantenuto. Ha piegato il sistema giuridico italiano a suo
vantaggio, ha dominato e degradato gran parte dei media
italiani, e ha trasformato la vita nazionale in una soap
opera su se stesso".

Nel caso di vittoria alle prossime elezioni, "potrebbe
prendere decisioni che porterebbero l'Italia a lasciare la
zona euro. Con Berlusconi - prosegue - l'Italia potrebbe
richiedere un piano di salvataggio, ma con un nuovo
pacchetto di austerità e il risultato potrebbe essere un
ritorno alla lira". (Public Policy)

SOR

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