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VISTI DA FUORI, PROJECT SYNDICATE: LEGGE ELETTORALE, NON PRENDETE DAI FRANCESI

VISTI DA FUORI, PROJECT SYNDICATE: LEGGE ELETTORALE, NON PRENDETE DAI FRANCESI 02 agosto 2013

VISTI DA FUORI, PROJECT SYNDICATE: LEGGE ELETTORALE, NON PRENDETE DAI FRANCESI

LO SCRIVONO CAMILLE BEDOCK E SVEN STEINMO DELL'EUROPEAN UNIVERSITY INSTITUTE

(Public Policy) - Roma, 2 ago - "Non vi è alcuna riforma
istituzionale che possa miracolosamente 'salvare' l'Italia",
e mentre la tentazione di copiare il sistema francese
potrebbe forse consentire all'Italia di "sopprimere il
bicameralismo perfetto migliorando in tal modo la
governabilità", il semi-presidenzialismo "creerebbe tanti
problemi quanti ne potrebbe risolvere".

Lo scrivono su "Project Syndicate" (un sito che raccoglie
interventi di economisti da tutto il mondo, partner di
numerosi quotidiani internazionali) Camille Bedock e Sven
Steinmo
, rispettivamente ricercatrice e professore di
Politiche pubbliche all'European University Institute
(un'istituzione di studio e ricerca finanziata dall'Ue con
sede a Firenze).

"Per affrontare la miriade di debolezze istituzionali
italiane
, che hanno portato all'ingovernabilità e alla
frammentazione", scrivono, "è necessaria una riforma del
sistema politico del Paese. Dato che la Francia ha superato
debolezze simili con la costituzione della Quinta Repubblica
(introdotta nel 1958; Ndr), che include un esecutivo forte
guidato da un forte presidente, il modello francese sembra
un esempio efficace da seguire. In effetti, a prima vista
per l'Italia seguire un percorso simile appare semplice".

"Non è sorprendente che gli italiani ammirino la Quinta
Repubblica francese - sottolineano Bedock e Steinmo - Dopo
tutto, i suoi governi - a differenza di quelli in Italia -
sono stati stabili e relativamente durevoli, 643 giorni in
media. Inoltre, nessuno partito o figura ha dominato la
politica francese per troppo tempo, con un'alternanza
regolare tra sinistra e destra, almeno dal primo successo di
François Mitterrand nel 1981".

Secondo i due esperti dell'European University Institute,
però, "nessun sistema elettorale crea una maggiore distorsione
voto-posto come il sistema maggioritario a doppio turno della Francia.
Ad esempio: nel 2012 i socialisti hanno ottenuto quasi il 50%
dei seggi dell'Assemblea nazionale, pur avendo conquistato
solo il 29% dei voti al primo turno
[...] In Francia, i
partiti più piccoli possono ottenere seggi parlamentari solo
se riescono a negoziare un accordo pre-elettorale con uno
dei maggiori partiti che garantisca per loro alcune
circoscrizioni".

"Secondo i dati dell'Eurobarometro raccolti nel corso degli
ultimi due decenni, il sistema politico in Italia, i suoi
dirigenti, e le sue istituzioni democratiche hanno il più
basso livello di soddisfazione dei cittadini tra i primi 15
Paesi Ue. Ma la Francia è al secondo posto. - ricordano
Bedock e Steinmo - Allo stesso modo, la Francia è seconda
solo all'Italia per quanto riguarda la volontà di riformare
e ristrutturare le sue istituzioni politiche".

I due concludono affermando che la storia francese
"dimostra che un potere presidenziale eccessivo rischia di
creare un esecutivo onnipotente e, a volte, politicamente
inetto, a fianco di un Parlamento debole che cronicamente
sotto-rappresenta una parte significativa della popolazione
.
Al di là delle formule gli italiani dovrebbero riflettere
attentamente sull'opportunità di adottare un tale sistema".
(Public Policy)

GAV

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