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VISTI DA FUORI, REUTERS: ALL'ITALIA SERVE LA PAURA DEI MERCATI O RENZI

renzi 15 aprile 2013

PD DALLE CENTO VOCI. SI PROFILA DIREZIONE INFUOCATA /FOCUS

(Public Policy) - Roma, 15 apr - C'è quasi da augurarsi che
i rendimenti dei titoli obbligazionari aumentino per costringere i
politici italiani a darsi una mossa. È quanto si legge in un
articolo sul sito dell'edizione statunitense della Reuters a
firma di Hugo Dixon.

All'Italia, secondo il giornalista Usa, servirebbe "un po'
di pressione dei mercati". I rendimenti dei titoli di Roma,
si legge, "sono ora inferiori rispetto a prima delle
elezioni inconcludenti di febbraio. Ma mentre la politica
ragiona, l'economia brucia". Il fatto è che con i mercati
calmi i politici italiani "non sentono l'urgenza" di
affrontare i processi di riforma necessari.

Il calo dei rendimenti dei titoli a 10 anni, aggiunge
Dixon, "che erano al 4,3% venerdì rispetto al 4,4% di prima
delle elezioni, è attribuibile a due fattori. In primo
luogo, nessuno vuole scommettere contro la Banca centrale
europea, che ha promesso di fare tutto il necessario per
preservare l'euro. In secondo luogo, l'impegno della banca
centrale giapponese di acquistare enormi quantità di
obbligazioni interne ha sostenuto i prezzi delle attività
altrove, anche in Italia".

Nel nostro Paese, si legge nel pezzo della Reuters,
"nessuno dei tre principali blocchi politici [...] può
governare da solo. Ma sette settimane sono andate sprecate"
senza riuscire a formare una coalizione. L'unica cosa che
potrebbe sbloccare la situazione potrebbe essere "la paura
di nuove elezioni. Potrebbe sembrare strano - precisa Dixon
- visto che i sondaggi mostrano ora Berlusconi in testa
rispetto al centrosinistra, anche se non abbastanza per
conquistare la maggioranza assoluta".

Ma si tratta di un "leggero vantaggio" che potrebbe essere
recuperato se i democratici sceglieranno Matteo Renzi (Dixon
lo definisce "una sorta di Tony Blair italiano") al posto di
Pier Luigi Bersani: solo il sindaco di Firenze potrebbe,
secondo la Reuters, "conquistare voti" da parte di chi oggi
sceglie Berlusconi, Grillo o il movimento centrista di Monti.

Renzi potrebbe così essere l'unico motivo per il quale
potrebbe valere la pena di andare a nuove elezioni: "Un
volto nuovo che promette di riformare la politica e
l'economia. Ma ci sono anche le potenziali insidie", precisa
Dixon. L'ala sinistra del Pd infatti non ama Renzi e questo
potrebbe portare a una spaccatura nel partito. E poi c'è il
fatto che il sindaco di Firenze non ha mai corso per
qualcosa di così importante. E una cosa è fare "buoni
discorsi, un altro governare in una fase di recessione,
quando praticamente ogni decisione sarà impopolare". (Public
Policy)

GAV

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