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VOTO 2013, CISE: FRA I GIOVANI IL PD TIENE SOLO NELLA CITTÀ DI RENZI

PARTITI, SWG: FIDUCIA IN RENZI CALA AL 46%, NAPOLITANO STABILE AL 47% 14 marzo 2013

Elezioni Politiche 2013, conferenza Pierluigi Bersani

(Public Policy) - Roma, 14 mar - La differenza nel voto fra
gli elettorati di Camera e Senato (Pdl e Pd sono andati
meglio nella corsa per Palazzo Madama, dove votano solo gli
over 25) è dovuta alla fascia di età dai 18 ai 24 anni. Un
voto, quello dei giovani, che è andato in larga parte al
Movimento 5 stelle a danno del Pd (con l'eccezione
fiorentina). Lo rileva il Cise-Luiss, centro italiano studi
elettorali, con un'analisi di Aldo Paparo e Matteo Cataldi.

Nel risultato complessivo il movimento guidato da Beppe
Grillo è al secondo posto, dietro al Pd, in tutte le città
campione (Torino, Milano, Firenze, Roma e Palermo). Fra i
giovani, solo a Firenze (dove sindaco è il 'rottamatore'
Matteo Renzi) il Pd riesce a mantenere il primato; altrove è
il M5s il primo partito. "A Palermo - si legge - raccoglie
addirittura la maggioranza assoluta dei voti validi; a Roma
e Torino lo hanno votato due giovani su cinque".

Anche Sel, come il M5s, ottiene un buon risultato tra i
giovani: "A Firenze, è addirittura il terzo partito con una
quota di voti pari a circa il doppio di quella che ottiene
complessivamente. Anche a Torino Sel si conferma
significativamente sovrarappresentata; a Roma e Milano lo è
ma in maniera meno rilevante. "Sembra essere stata proprio
l'alleanza con Sel - scrivono Paparo e Cataldi - ad avere
mantenuto Bersani in linea di galleggiamento fra i giovani".
Fa eccezione Palermo dove la coalizione nel suo complesso
supera a malapena il 10% dei voti validi.

Come il Pd, anche il Pdl non va bene nel bacino costituito
dagli elettori fra i 18 e i 24 anni, "significativamente
meno votato dai giovani". Nè si registrano, fra questi,
risultati migliori per i suoi alleati. Per la coalizione di
Monti invece "non ci sono evidenze univoche". A Palermo ha
raccolto poco meno del 5% sia fra i giovani che fra gli
elettori totali; a Milano e Firenze è andata meglio, ma a
Torino e Roma, al contrario, è risultata penalizzata dal
voto giovanile.

Con l'eccezione di Torino, infine, "i neoelettori sono
stati più propensi all'astensione. In misura marginale -
concludono gli autori del rapporto - nella capitale, più
significativa a Milano e Firenze e ancor più spiccata a
Palermo. Nel capoluogo siciliano, quasi la metà dei
cittadini fra i 18 e 24 anni ha deciso di astenersi".
(Public Policy)

GAV

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