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VOTO 2013, COSA SUCCEDE NEI COMITATI

il problema è lo stato di diritto, non il Porcellum 25 febbraio 2013

Nei comitati elettorali si attende i dati finali, e si sospendono per ora le valutazioni, positive o negative che siano.

PD, PRUDENZA E CONFUSIONE
C'è prudenza e confusione nel comitato elettorale del Pd. All'ottimismo iniziale,
e al cauto entusiasmo, nella sala stampa dell'acquario romano a
piazza Fanti, serpeggia perplessità per i dati altalenanti
che arrivano dalle varie proiezioni.
Se all'inizio, con i primi istant poll che davano il
centrosinsitra avanti di misura sia alla Camera che al
Senato, si respirava nell'aria una certa esultanza, le prime
proiezioni, che invece danno avanti al Senato chi il M5S di
Beppe Grillo e chi il centrodestra, hanno lasciato perplessi
i diversi esponenti democrati presenti. Le seconde
proiezioni hanno cambiato di nuovo rotta, ridando il
centrosinistra in testa.
Da Matteo Orfini a Paolo Gentiloni, da Anna Paola Concia a
Lapo Pistelli, la reazione è dunque quella di attesa.
Commenti sospesi al momento, in attesa di dati un po' meno
"ballerini".
"Sono cauta, aspettiamo i risultati, non voglio dire
nulla", dice la Concia. "Aspettiamo i dati, anche per capire
se, in caso di vittoria, l'offerta di Pd e Sel sia
sufficiente", sostiene Pistelli. Ma già nel comitato del Pd inizia
a serpeggiare l'interrogativo su quando si andrà a nuove elezioni.

MONTI, ARIA MESTA AL COMITATO
Aria mesta al comitato elettorale della Lista Scelta civica
Per Monti con l'Italia.
I primi dati, seppure nel caos, non consolano l'entourage
del Professore, chiuso a palazzo Chigi dove, a quanto si
apprende, attende l'esito del voto.
Il premier uscente dovrebbe comunque fare un punto con la
stampa attorno alle 19, al comitato elettorale di via del
Corso a Roma, così fanno sapere dal suo staff. Tra i giovani
volontari, al terzo piano del quartier generale del
movimento, a due passi dalla sede del governo, trapela una
certa delusione anche a dispetto della molta prudenza
ostentata. Occhi incollati alle tv che snocciolano numeri,
tra manifesti che parlano "dell'Italia che sale" e di quella
che non "torna indietro". Mai come in questo caso il "wait
and see" (aspetta e vedi) tanto caro all'ex rettore della
Bocconi appare appropriato.
A chi chiede se Monti sia preoccupato o deluso, Lelio
Alfonso- che della Lista civica è portavoce nazionale-
risponde così: "non credo ci sia delusione", anche perchè
"per noi è tutto nuovo". Del resto il movimento è nato due
mesi fa, si fa notare. Una sfida certo. Ma ora qualcuno
sembra mettere le mani avanti: "Se non si raggiungesse il
10% non sarebbe comunque un insuccesso".
"Scelta civica ha incassato un risultato che farà pesare",
rivendica invece Andrea Romano, capolista in Toscana, che
poi aggiunge:"C'è la necessità di un governo stabile,
aspettiamo di vedere chi vincerà alla Camera e chi avrà il
pallino per governare, perché al Senato - osserva - non
sembra esserci una maggioranza chiara".
Vero è pure che la Lista del premier tecnico, che aspirava
ad essere "ago della bilancia" ne esce ridimensionata, a
discapito anche di Udc e Fli, gli alleati "cannibalizzati"
dal Professore, che rischiano di restare fuori dal
Parlamento. Per ora il centrista Casini non recrimina ma
ammette la "donazione di sangue" in favore di Monti. Tace
invece il leader di Fli Gianfranco Fini. Ma per i veleni c'è
tempo.

PDL, CICCHITTO: GRANDE RISULTATO DEL CENTRODESTRA
Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, parla di grande risultato
del Centrodestra. Se la prende con il centrosinistra, Fassina e Enrico Letta,
per aver già parlato dell'ipotesi di tornare al voto. Si tratterebbe per Cicchitto
di un venir meno all'espressione della volontà del "popolo sovrano".
E sul M5s: "hanno saputo ottenere un valido consenso, vedremo se decideranno
di capitalizzare o buttare tutto".

M5S, NESSUNA ALLEANZA COL PDL, COL PD APERTO DIALOGO

"Con il Pd dialogheremo sulle idee, ma ribadiamo
che non ci alleeremo con nessuno una volta entrati in Parlamento".
Lo dice Alessandro Di Battista, candidato per il Movimento
5 Stelle alla Camera nella circoscrizione Lazio1 (quarto in
lista), intervistato dai giornalisti presenti al comitato
elettorale del Movimento, allestito all'Hotel Saint John, in
via Boiardo a Roma.
"Solo ne caso di leggi intelligenti saremo disposti a
collaborare - aggiunge - come nel caso di una legge sul
conflitto di interessi, che tra l'altro fa parte dei nostri
venti punti programmatici . Ma anche sulla legge per
l'incandidabilità dei condannati".
Ai giornalisti che chiedono notizie di Beppe Grillo, Di
Battista risponde: "Grillo non è il nostro referente, ma il
nostro megafono. Sicuramente è a casa felice dei risultati,
ma noi siamo autonomi".

"Ci tengo a ribadire - conclude - che a costo zero, con
passione e competenza abbiamo dimostrato che si possono
raggiungere risultati straordinari".

"Berlusconi? È difficile che proponga idee utili per la collettività.
Nel caso avvenisse un miracolo dialogheremo, ma è impossibile",
dice invece Di Battista.
"Noi non abbiamo tolto voti a nessuno - aggiunge - abbiamo
solo convinto gli elettori a votarci. Sappiamo che è uno
tsunami, ma non abbiamo risultati ufficiali".

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