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VOTO 2013, MICHELE BOLDRIN LASCIA FARE PER FERMARE IL DECLINO

Partiti, Boldrin (Fare) boccia Renzi e apre al mondo popolare /Intervista 27 febbraio 2013

ENRICO(FARE): "I NOSTRI ELETTORI NON VOTANO PERSONE MA PROGRAMMI" /INTERVISTA

(Public Policy) - Roma, 27 feb - "Pusillanimi e arrivisti".
Questa la valutazione che Michele Boldrin dà dei suoi ormai
ex compagni di viaggio, quelli di Fare per fermare il
declino. "Mi vergogno di aver fondato un movimento e di
avergli regalato le mie idee, oltre a sei mesi della mia
vita, perché poi finisse in mano a pusillanimi e arrivisti
di terzo livello come costoro".

Così su Facebook dove per tutta la giornata ha commentato
la direzione nazionale del partito che si è riunita per
parlare della richiesta di azzeramento dei vertici arrivata
proprio da Boldrin, fondatore di Fermare il declino e che
però non ha nessuna carica all'interno del partito. "Addio.
E' ora di fare dell'altro" scrive. E c'è già chi su Facebook
promette che lo seguirà, staccandosi da Fare.

"Non finisce qui - promette - oggi è finita solo per gli
otto signori e signore (più l'astenuto: nella vita occorre
scegliere a volte ...) che hanno pensato di far finta che
nulla sia successo tra il 18/2 ed oggi! Se pensano di
guidare gli 80mila aderenti con questi metodi, la stessa
gente di prima ed il voto utile dell'amico per telefono ne
vedranno delle belle. Arrivederci a presto, dunque".

L'economista Michele Boldrin aveva chiesto in una lettera
che la direzione non prendesse nessuna decisione politica da
oggi al congresso e un passo indietro di tutta la dirigenza,
dopo il deludente risultato elettorale (Fare non è riuscito
a raggiungere il quorum del 4%). Dopo Luigi Zingales è il
secondo big a lasciare il movimento. Si aggiungono le
dimissioni di Oscar Giannino, candidato premier, a pochi
giorni dal voto. (Public Policy)

LAP

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