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VOTO 2013, RENZI (PD): DOPO LA SCONFITTA BISOGNA CAMBIARE LA FORMA DI PARTITO

PARTITI, SWG: FIDUCIA IN RENZI CALA AL 46%, NAPOLITANO STABILE AL 47% 07 marzo 2013

Renzi

(Public Policy) - Roma, 7 mar - "Penso che la sconfitta ci
costringa ad aprire una riflessione sulla forma di partito,
che dovremmo fare una volta chiusa l'impasse istituzionale".
Lo dice il sindaco di Firenze ed ex compatitor del
segretario Pd Pier Luigi Bersani alle primarie, Matteo
Renzi, intervistato dal Messaggero. Renzi evidenzia che
dopo le elezioni "il modello di partito solido vecchia
maniera è stato profondamente messo in discussione".

Il modello di partito che il sindaco di Firenze avrebbe in
mente è quello che fa a meno dei finanziamenti pubblici:
"Sarebbe un segnale molto importante per dimostrare che si
avvicina a ciò che ci chiede la gente".

"È noto - continua - che io su alcuni temi sarei molto più
tranchant rispetto a Pier Luigi: sul finanziamento pubblico
ai partiti, appunto, ma anche sul ricambio del gruppo
dirigente, sul tema dell'innovazione tecnologica e su tutto
quello che si chiama Freedom information act".
"Ma oggi io non mi pongo come l'anti-Bersani", dice. "Oggi
io e tutti gli altri facciamo la nostra parte perché il suo
tentativo vada bene".

IL CAPO DELLO STATO SI ASCOLTA SEMPRE
Renzi sottolinea che se non dovesse andare in porto
l'alleanza con il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo, "si
aprirebbe uno scenario diverso", aprendo ad un piano
alternativo.

Però, evidenzia che "oggi sarebbe assurdo prefigurare
scenari alternativi quando stiamo ancora lavorando al piano
A. Ciò premesso, è chiaro che il capo dello Stato si ascolta
sempre", afferma il sindaco, riguardo l'appello di
Napolitano ai partiti di non avere pregiudizi tra di
loro.

VANO IL TENTAVO DI CONCILIARE DESTRA E SINISTRA
Sull'alleanza con il Pdl, Renzi ribadisce che la posizione
del Pd è stata spiegata "con grande chiarezza da Pier Luigi
sin dal giorno dopo il voto e su cui oggi è attestato tutto
il partito".

"In un Paese normale - aggiunge - all'indomani di elezioni
con questo esito, faresti un accordo di grande coalizione,
come accadde in Germania, tra centrodestra e
centrosinistra".

Nel sistema italiano, secondo il sindaco, ci sarebbero
delle anomalie "laddove manca un reciproco riconoscimento
tra destra e sinistra".

"Io mi sono speso - continua - proprio nel tentativo di
riportare i toni alla civiltà del confronto, per cercare,
come dire, di portare il dialogo tra chi vince e chi perde
su un piano più americano e meno caciarone. Invano".

PRIMARIE INEVITABILI
Le primarie sono considerate da Renzi "inevitabili perché
sono un elemento costitutivo del Pd".

Sulla sua discesa in campo alle prossime elezioni risponde:
"Vediamo, è l'ultimo dei problemi. Da sindaco vedo dei
numeri sconvolgenti, l'assurdità di alcune regole come
questo patto di stabilità interno, con 20 mila cantieri
bloccati e nove miliardi di euro fermi...".

Renzi evidenzia che, "dopo aver perso le primarie oggi
scopro che su molti temi avevamo ragione".

"Non sono un particolare sostenitore di De Coubertin -
aggiunge, riferendosi alla citazione dello storico francese
celebre per la frase 'l'importante non è vincere ma
partecipare' - preferivo vincere. Il risultato elettorale ha
dimostrato che con alcuni dei miei temi, a cominciare dalla
volontà di parlare agli elettori delusi del centrodestra, io
ho perso le primarie ma forse avremmo vinto le elezioni".

ELETTORI DI GRILLO SONO I DELUSI DEL PDL
Per il sindaco, Grillo ha preso voti da molti ex elettori
delusi di Silvio Berlusconi e della Lega, "voti che la
prossima volta potrebbero andare a noi".

"Poi, certo, tra loro ci sono anche persone che prima
votavano a sinistra. Tutti questi come li riprendi? Con un
gioco tattico? Secondo me, no. Grillo devi andare a sfidarlo
in mare aperto", sottolinea Renzi.

"Recuperi dicendo quel che vuoi fare tu: lo abolisci o no
il finanziamento pubblico ai partiti? Rinunci a tutte le
forme di vitalizio per gli ex parlamentari? Io a Firenze -
continua Renzi - gli open data li ho fatti, le
amministrazioni 5 stelle no. Su questi argomenti è in grado
il centrosinistra di portare la sfida a Grillo fino in
fondo? È questa la domanda che aspetta una risposta".(Public
Policy)

DAP

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