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VOTO 2013, VENDOLA: INACCETTABILE UN ESECUTIVO CON IL PDL

04 marzo 2013

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(Public Policy) - Roma, 4 mar - "Con il Movimento 5 stelle,
ne sono convinto, il confronto è possibile, senza passare
per abbracci disperati, come il governissimo Pd-Pdl.
L'autoconservazione del sistema, per il popolo di
centrosinistra, è inaccettabile. Torneremmo al voto".

Così il leader di Sel, Nichi Vendola, intervistato da Repubblica,
risponde sull'alleanza con il centrodestra, che reputa
impossibile mentre apre al M5s di Beppe Grillo.
Per il presidente della Puglia, è "leggittimo e doveroso
che tocchi a Bersani" l'incarico del prossimo governo.

CON GRILLO SIAMO AI PRIMI PASSI
Secondo Vendola, il rifiuto di Grillo ad un'alleanza con il
centrosinistra non è definitivo, "ma siamo solo ai primi
passi".

"Siamo ancora - aggiunge - nella fase dell'assestamento
psicologico dopo il terremoto elettorale. Qualcosa che anche
per Grillo è complicato da gestire: non è facile passare da
movimento di protesta a classe dirigente".

NIENTE GOVERNI TECNICI
L'ipotesi di un governo tecnico, per Vendola, non esiste.
Il Governo tecnico di Monti "è responsabile di tutto quel
che è successo, del gran pasticcio".
"Di Monti - continua - ne abbiamo già avuto uno. Può
bastare. Certo, al peggio non c'è mai fine".

L'APPELLO A GRILLO
Il leader di Sel lancia un appello: "A Grillo chiedo
proprio questo, sei di fronte ad un bivio, dicci se vuoi
impegnarti in una sfida per una trasformazione radicale del
nostro Paese, oppure se anche tu coltivi il vizio vecchio
del politicismo".

Al governatore della Puglia piacerebbe discutere con Grillo
anche dell'articolo 67 della Costituzione, fortemente
criticato dal leader del M5s: "Si tratta di una garanzia per
gli elettori e non certo di una circonvenzione".

"Grillo non ha solo il diritto di rallegrarsi della
vittoria elettorale - sottolinea Vendola - ma anche il
dovere di sentirne tutta le responsabilità. Non può tirarsi
da parte, gridare al grande inciucio, per sperare di lucrare
voti".

Per Vendola ci sono molti punti in comune tra il programma
del centrosinistra e quello del M5s: "Dal reddito di
cittadinanza alla riduzione dei costi della politica,
dall'antitrust alla legge sul conflitto di interessi, dalla
riforma dei partiti al taglio degli F35, passando per
investimenti su ammortizzatori sociali e scuole". (Public
Policy)

DAP

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