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Il welfare e le Forze armate: i 17 articoli della proposta Scanu

esercito 22 maggio 2017

di Luca Iacovacci

ROMA (Public Policy) - Assicurare al personale delle Forze armate (Esercito, Marina, Aeronautica, e Guardia di finanza), compresi i Carabinieri, la garanzia della salute e della sicurezza sul lavoro, riprendendo le conclusioni della commissione d'inchiesta sugli effetti dell'utilizzo dell'uranio impoverito.

Ovvero: limitare gli elementi di specialità non necessari in relazione alle peculiarità delle attività svolte dalle Forze armate ed estendere anche al personale militare le tutele assicurate, in materia di rischi e malattie professionali, nell'ambito della gestione Inail. In una parola, parità dei diritti con gli altri lavoratori.

È questo l'obiettivo di una proposta di legge, all'esame delle commissioni Lavoro e Affari sociali alla Camera, presentata da Gian Piero Scanu (Pd) e che ha iniziato da poco il proprio iter parlamentare.

Come riferito dai relatori sul provvedimento, Antonio Boccuzzi e Ezio Casati, entrambi Pd, in sede di incardinamento, la pdl riprende in buona sostanza le conclusioni proposte a maggio 2016 dalla commissione d'inchiesta sull'uranio impoverito.

Sulla pdl è in corso un ciclo di audizioni e, nel frattempo, si sta procedendo all'accorpamento di altre proposte sulla stessa materia. Fatto sta che sembra essere quella Scanu la 'prescelta'.

Vediamo, in sintesi, cosa si propone nei 17 articoli della pdl che tratta della tutela dei lavoratori presso le forze armate e che modifica, oltre il Codice dell'ordinamento militare (il dlgs 66 del 2010) e le relative disposizioni regolamentari (contenute nel Dpr 90 del 2010), molte disposizione del dlgs 81 del 2008, il Testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

DALL'INDIVIDUAZIONE DEL DATORE LAVORO AL RUOLO INAIL

Anzitutto la pdl rende inderogabile anche per le Forze armate l'individuazione del datore di lavoro (destinatario di tutti gli obblighi di sicurezza e titolare di obblighi non delegabili) nel soggetto che esercita i poteri decisionali e di spesa, ovvero i titolari di enti e distaccamenti che, anche se non hanno qualifica dirigenziale, sono preposti a un comando oppure ad ufficio autonomi.

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